Pigna, entro un mese l’intesa «Salvaguardare i posti di lavoro»

Pigna, entro un mese l’intesa
«Salvaguardare i posti di lavoro»

Bisognerà aspettare quanto meno il confronto azienda-sindacati del 26 novembre per conoscere il nome del compratore della Pigna. Questo l’esito dell’incontro svoltosi tra il legale dell’azienda Giorgio Albè e i sindacalisti Luca Legramanti (Fistel-Cisl), Paolo Turani (Slc-Cgil) e Bruno Locatelli (Uilcom-Uil).

«Un segreto di Pulcinella - è stato il commento al termine del confronto - dato che tutti dicono che è Arti Grafiche». In ogni caso bisognerà aspettare l’ufficializzazione a fine novembre, sempre che le trattative, che ai sindacati risultano già in corso, diano esito positivo. Resta comunque l’incertezza su quali saranno le intenzioni dell’investitore, e la preoccupazione dei 160 lavoratori è emersa nel corso dell’assemblea convocata al termine dell’incontro con l’azienda.

«Se lo scopo del compratore sarà quello di speculare sul marchio, che ha un grande valore perché viene fatto ad Alzano e dai lavoratori della Pigna, - dice Legramanti - noi non accetteremo né asseconderemo nessun tipo di speculazione. E in questo senso chiediamo che l’azienda e Jannone facciano la loro parte. Quindi abbiamo dato un segnale sia a chi arriva ma anche a chi se ne va».

Aggiunge Turani: «Se il compratore presenterà un bagno di sangue occupazionale non accetteremo, ce lo ha detto la stessa Pigna. Credo però che occorrerà coinvolgere i livelli istituzionali territoriali in questa vertenza: la Pigna è un’azienda storica troppo importante per la Val Seriana e merita l’attenzione delle istituzioni».

E Locatelli: «Nel documento sulla rendicontazione fatta al Tribunale il 22 ottobre si fa riferimento a un investitore interessato a rilevare l’azienda e che c’è un confronto aperto tra l’attuale proprietà e questo investitore che dovrebbe trovare una conclusione per la fine di novembre. Per noi sono prioritari la salvaguardia dell’occupazione e il mantenimento della realtà produttiva ad Alzano». Locatelli accenna anche al problema della controllata Rilecart (altri 60 lavoratori), legata a doppio filo al destino della Pigna: «Che cosa le succederà in questa riorganizzazione del gruppo? Per questo abbiamo chiesto un incontro con i vertici di questa azienda».

In una situazione di incertezza, i sindacati hanno intanto portato a casa il pagamento dello stipendio di settembre, che deve essere autorizzato dal Tribunale, essendo l’azienda in preconcordato. Dovrebbe essere erogato entro il 20 novembre.

E anche per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria scattata a fine settembre per 60 lavoratori (a rotazione), i sindacati sollecitano la commissione provinciale Inps ad autorizzare velocemente la cassa, senza la quale l’azienda non può anticipare il relativo pagamento.


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