Produzione industriale, battuta d’arresto Artigianato: sparito il 20% delle aziende

Produzione industriale, battuta d’arresto
Artigianato: sparito il 20% delle aziende

La produzione industriale di Bergamo segna una battuta d’arresto nel terzo trimestre dell’anno con una flessione del -1% nei tre mesi e del -2,1% su base annua. Ma...

Però, secondo il rapporto sulla congiuntura del terzo trimestre 2015 diffuso dalla Camera di Commercio, il risultato medio regionale, statisticamente più affidabile, indica una tenuta della fase di ripresa del ciclo in Lombardia con variazioni positive nel trimestre (+0,2%) e nel confronto annuo (+1,7%), anche se meno intense rispetto alla precedente indagine.

Il rallentamento della produzione a Bergamo è in sintonia con una corrispondente flessione del fatturato ma non è coerente con altri indicatori che testimoniano invece un lento ampliamento della ripresa. Nel corso del terzo trimestre aumentano i settori con variazioni positive e si consolida una maggioranza di imprese che sono al di sopra o sugli

stessi livelli dell’anno scorso. Pur decelerando, è ancora in crescita di produzione e di vendite la meccanica, comparto centrale dell’industria locale. E oltre alla meccanica, hanno segno positivo altri importanti settori come il tessile, la chimica e la gomma-plastica.

La discordanza dei diversi indicatori congiunturali non consente di leggere nell’inatteso risultato dell’indice della produzione industriale di Bergamo un effettivo cedimento del ciclo, del resto smentito dai dati delle altre province lombarde.

Nell’artigianato manifatturiero l’indice della produzione si è stabilizzato su livelli nettamente inferiori a quelli pre-crisi. Le variazioni dell’ultimo trimestre sono intorno allo zero.

La «nuova normalità», pagata con una riduzione della base imprenditoriale (le aziende artigiane della manifattura sono diminuite di un quinto rispetto al 2008, - 20%), è quella di un contesto relativamente stazionario in cui però, da qualche trimestre a questa parte, ha ripreso ad aumentare la quota delle imprese in crescita e, conseguentemente, a ridursi, a meno di un terzo del campione, l’incidenza di quelle ancora «in crisi» sull’arco temporale dell’anno. La conferma di una migliore tenuta della produzione artigiana sembra affiorare anche nel dato degli addetti, cresciuti nel terzo trimestre.

Nel commercio si conferma, a Bergamo come a livello più generale, una moderata ripresa dei consumi interni. Nel commercio al dettaglio migliora la tendenza al recupero su base annua che era già apparsa con evidenza nella scorsa rilevazione. Nel terzo trimestre il giro d’affari dell’intero commercio al dettaglio aumenta su base annua del +1,8%, in misura del tutto simile alla media regionale. Le imprese commerciali che segnalano un aumento tendenziale delle vendite prevalgono su quelle in difficoltà con un saldo positivo di oltre 10 punti percentuali. Le aspettative sono positive, anche per l’occupazione, nonostante gli addetti nel trimestre si siano ridotti del -0,5%.

Più complicata la situazione nei servizi. Anche in questo caso i risultati provinciali sono disallineati rispetto a quelli medi della Lombardia (che si basano su una maggiore copertura campionaria) e vanno quindi presi col beneficio del dubbio: il giro d’affari è in calo su base annua a Bergamo del -1,4% mentre a livello regionale la variazione è del +2,2% e in accelerazione. La distribuzione di frequenza è più favorevole e vede per il secondo trimestre consecutivo un saldo positivo (+6) e in miglioramento anche in provincia di Bergamo.

Infine, nelle costruzioni sembra proseguire a livello regionale un lento miglioramento, più incerto nel campione provinciale, del volume d’affari e delle aspettative.


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