Mercoledì 22 Ottobre 2008

Ricchezza, Bergamo dopo Brescia: terza in Lombardia

È Bergamo - in classifica alle spalle di Milano e Brescia - la terza città della nostra regione per concentrazione di ricchezza. E la Lombardia conferma il primato della regione Italiana più ricca, con il 25 % del totale. Lo dicono i dati presentati a Milano nel corso della quarta edizione del Forum Internazionale del Private Banking promosso da Aipb – l’Associazione Italiana Private Banking.Nel capoluogo lombardo si concentra maggiormente la ricchezza, facendo registrare in percentuale più della metà della distribuzione dei capitali nella regione. Seguono in ordine Brescia e Bergamo, rispettivamente con il 10% e il 9% che si traducono in 20,3 e 17,3 miliardi. Varese si aggiudica il quarto posto in Lombardia con 12,9 miliardi e a seguire troviamo in ordine Como, Pavia, Mantova, Cremona, Lecco, Lodi e Sondrio per un totale di 191,5 miliardi di euro.La ricerca dice anche che in Italia 594mila “super ricchi” detengono 779 miliardi di euro. Si tratta dei risultati dello studio “Stima del mercato italiano degli High Net Worth Individual” in cui è stata analizzata la disponibilità finanziaria dei cosiddetti “super ricchi”, cioè le famiglie con un patrimonio finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500.000 euro, definendone gli asset finanziari, le tipologie di investimento e la provenienza geografica. Per la prima volta la ricerca ha approfondito il livello di analisi elaborando stime non esclusivamente a livello regionale ma anche a livello provinciale. Ma non è tutt’oro quel che luccica: nel 2006 la ricchezza complessiva era pari a 818 miliardi di euro. “Per la prima volta dal 2004 - afferma Federico Taddei, presidente della Commissione tecnica marketing AIPB - cioè da quando abbiamo avviato questa indagine, fronteggiamo una diminuzione del mercato. Tale diminuzione è ascrivibile alla turbolenza in atto sui mercati finanziari che comporta una svalutazione degli asset dei clienti, solo marginalmente compensata dall’entrata di nuovi clienti e dalla generazione di nuova ricchezza dall’economia reale”. (22/10/2008)

r.clemente

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