Domenica 26 Aprile 2009

Sanpellegrino, basta licenziamenti
Dalla mobilità alla solidarietà

Allo stabilimento Sanpellegrino di Ruspino, con ogni probabilità, sarà ricordato come l'accordo di «liberazione dallo spettro degli esuberi». Non solo perché l'ipotesi d'intesa raggiunta tra sindacati e azienda è giunta nella notte, alle prime ore proprio del 25 aprile, ma perché con grande soddisfazione dei rappresentanti dei lavoratori, l'azienda ha indicato la mobilità come «strada residuale» (quando prima era indicata come «strada maestra») del percorso che dovrà gestire le eccedenze di personale denunciate a metà marzo in seguito all'aggravarsi della crisi economica in atto, decidendo così di assumere una posizione conservativa che ora vede nell'utilizzo dei contratti di solidarietà la scelta primaria.

L'ACCORDO NELLA NOTTE TRA VENERDI' E SABATO
Sindacati e direzione aziendale della Sanpellegrino (gruppo Nestlé Waters) venerdì hanno incominciato l'ennesimo affondo per cercare di individuare un'intesa per la gestione dell'eccedenza di personale. Inizialmente la mobilità aperta riguardava 282 addetti sull'intero gruppo che occupa 1.724 addetti: per lo stabilimento di San Pellegrino Terme gli esuberi erano 60 ai quali se ne andavano ad aggiungere altri 60 in considerazione dell'impatto che avrebbe avuto l'applicazione dei dazi americani sull'importazione delle acque minerali italiane. Nelle scorse settimane passi avanti si erano fatti tanto che proprio venerdì il confronto partiva da un numero di esuberi già ridotto, complessivamente, a 115 (da 60 a 40 per lo stabilimento bergamasco).

I CONTRATTI DI SOLIDARIETA'
La svolta è arrivata nella notte, quando la trattativa ha portato ad individuare un'ipotesi d'intesa formalizzata sulla base di un utilizzo prioritario dei contratti di solidarietà. Resta alla mobilità un ruolo subalterno e, in ogni caso, indirizzato ad una gestione volontaria attraverso l'individuazione di personale che, con la mobilità, potrà accedere ai benefici della pensione. Il tutto, per altro, gestito anche attraverso incentivazioni. In particolare, nell'accordo la società sottolinea la valenza del ruolo delle risorse umane, sottolineando di condividere «l'opportunità di affrontare la delicata situazione in atto privilegiando soluzioni conservative» con i contratti di solidarietà giudicati come «idonei» («in concorso ancorché ridotto di altri iniziative collaterali tra le quali in particolare la ricollocazione interna e in misura residuale la mobilità esterna») a «superare positivamente la situazione determinatasi».

IL PIANO INDICATO PER RUSPINO
L'accordo siglato nella notte sarà declinato nello specifico sui singoli stabilimenti operativi del gruppo. Complessivamente va ricordato, per altro, che Sanpellegrino ha annunciato un piano d'investimenti per 400 milioni di euro (comprensivi degli investimenti già programmati) per il biennio 2009-2010, a cui andranno ad aggiungersi altri 40 milioni di euro a completamento del piano d'ammodernamento industriale già implementato negli ultimi anni. Per Ruspino l'azienda «intende procedere all'adozione di una nuova organizzazione del lavoro» che verrà approfondito a livello locale entro la fine di maggio. In ogni caso la nuova organizzazione sarà preceduta da una fase di sperimentazione per 12 mesi a partire da giugno. In particolare, la nuova organizzazione del lavoro porterà a «un più razionale utilizzo della manodopera a tempo indeterminato, coerentemente con l'andamento della stagionalità dei prodotti, attraverso il ricorso ai meccanismi di flessibilità operativa previsti e disciplinati dall'accordo integrativo e dal contratto nazionale». Ma anche al riassorbimento di massimo 10 persone attraverso un processo di ricollocazione interna al sito» anche attraverso la novazione di rapporto di lavoro. Come prevede l'ipotesi d'intesa, tale intervento riduce a quaranta unità gli esuberi massimi individuati che saranno gestiti in via prioritaria con il ricorso ai contratti di solidarietà. E i contratti di solidarietà saranno utilizzati per gestire gli eventuali 60 esuberi derivanti dai cali di volumi conseguenti all'introduzione dei dazi Usa. La mobilità volontaria e incentivata sarà una strategia applicata sull'intero gruppo, e sarà indirizzata in via prioritaria all'individuazione di personale che possono accedere alla pensione. Per loro è previsto un incentivo pari alla differenza tra il trattamento Inps e l'80% della retribuzione annua netta (con un minimo di 6 mila euro) siano alla data per l'accesso al pensionamento. Per chi, invece, non accede alla pensione, è previsto un incentivo pari a 25 mila euro.

LA SODDISFAZIONE DEI SINDACATI
L'ipotesi d'intesa ieri è stata valutata positivamente dai rappresentanti sindacali. «Un risultato che non è stato sicuro fino all'ultimo - sottolineano Danilo Mazzola, segretario generale della Fai-Cisl di Bergamo e Stefano Previtali della Flai-Cgil che con Piermario Perico della Uila-Uil hanno seguito la vertenza per lo stabilimento di Ruspino -. L'azienda ha sempre ribadito la volontà di utilizzare la mobilità, anche se poi nella trattativa ha accettato di ridurre i numeri degli esuberi. Ma alla fine siamo riusciti ad ottenere un cambio di indirizzo individuando la strada dei contratti di solidarietà». In questo contesto, evidenziano i sindacalisti, ha fatto da perno il grande impegno messo in atto dai lavoratori: «In particolare proprio quelli dello stabilimento di Ruspino - dicono dal sindacato - che, insieme al ruolo deciso assunto dalla Rsu di fabbrica, ha contribuito non poco a sostenere il forte lavoro diplomatico messo in atto al tavolo del confronto e che, alla fine, ci ha permesso di indirizzarci sulla strada dei contratti di solidarietà».

RESTA L'INCOGNITA DELL'EFFETTO DAZI
Sul numero di contratti di solidarietà che saranno operativi a Ruspino, grava l'incognita dei dazi americani: «Anche nel vertice di ieri (venerdì notte Ndr) l'azienda non è riuscita a darci un quadro chiaro in quanto la situazione appare ancora in forte evoluzione» dice Mazzola. Per il sindacalista, infatti, «la vicenda è nebulosa: sembra che i dazi siano entrati in vigore il 23 aprile scorso, ma c'è chi anche in sede di trattativa affermava che la questione è stata ulteriormente rimandata alla prima decade di maggio quando dovrebbe esserci un nuovo incontro internazionale per verificare l'intera partita.

ATTESA PER L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI
Ad ipotesi d'accordo raggiunta, ora la parola passa ai lavoratori: «Convocheremo un'assemblea di fabbrica a Ruspino nel corso della prossima settimana» spiegano i sindacalisti. La giornata potrebbe essere quella di mercoledì, ma tutto è ancora da definire in quanto all'incontro è previsto l'intervento dei rappresentanti delle segreterie nazionali dei sindacati di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil che hanno condotto la trattativa per il gruppo.

fa.tinaglia

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