Si chiamano Azure, Sonne e Mara regine della Fiera di Sant’Alessandro

Si chiamano Azure, Sonne e Mara
regine della Fiera di Sant’Alessandro

L’incoronazione dei capi bovini più pregiati della rassegna zootecnica, tra le più importanti a livello regionale, è da sempre il momento più atteso da tutti gli allevatori e appassionati del settore.

Dopo dodici secoli di storia la rassegna bovina della Fiera di Sant’Alessandro rimane un appuntamento imperdibile per gli operatori e gli appassionati del settore zootecnico. L’incoronazione dei capi bovini più pregiati della rassegna zootecnica, tra le più importanti a livello regionale, è da sempre il momento più atteso da tutti gli allevatori e appassionati del settore.

Circa 250 i capi pregiati per il commercio selezionati quest’anno. Il momento più atteso è stato come sempre l’incoronazione delle regine delle diverse razze bovine e la premiazione degli allevatori. La commissione esaminatrice, composta da Gianni Simoni, Giulio Campana e Giuseppe Rubini, dopo una lunga quanto attenta valutazione, ha decretato le seguenti Regine di Razza:

Razza Frisona: AZURE presentata da COMMERCIO BESTIAME ANGELO GIORGIO GIUPPONI – SAN PELLEGRINO TERME (BG)

Razza Red Holstein: SONNE presentata da CAMI SAS - ROGNO (BG)

Razza Bruna: MARA presentata da ZAR ZENTRALE ARBEITGENEIIMSCHAFT - VIENNA (AUSTRIA)

Giupponi si conferma leader nella razza frisona, bissando il successo ottenuto lo scorso anno con Olinda. L’azienda viennese, dopo essersi imposta nel 2017 nella razza Red Holstein, quest’anno vince nella categoria Bruna. La regina nella categoria Red Holstein è invece di Cami Sas di Rogno, a secco lo scorso anno.

«Rispetto agli anni d’oro – spiegano Simoni, Campana e Rubini -, nelle ultime edizioni il numero dei capi presentati si è ridotto, ma a tutto vantaggio della qualità che si è alzata notevolmente, sia per quanto concerne le razze Frisona, Red Holstein, Pezzata rossa e Bruna, sia per i bovini da carne, con soggetti di razza Chianina e Piemontese soprattutto. Va dato merito agli allevatori e ai commercianti che, davanti alle difficoltà vissute da tempo dal settore, hanno deciso di fare un’accurata selezione, per migliorare la qualità dei capi (a beneficio dell’utenza finale) e diminuire i propri costi di gestione. Per molti operatori il momento continua ad essere difficile, perché i guadagni sono minimi a fronte di costi fissi elevati. Ciò che li fa andare avanti, e che spinge anche alcuni giovani a subentrare ai propri padri e nonni, è la grande passione. Tutti quanti meritano quindi tanti complimenti – concludono i componenti della giuria – con un applauso speciale ai vincitori».

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