Giovedì 01 Luglio 2004

Triumph, intesa per ritirare la mobilità

Il ritiro della mobilità, l’avvio della Cassa integrazione straordinaria (a rotazione mensile) per un massimo di 113 lavoratori ed un percorso articolato di soluzioni che puntano a limitare al massimo l’impatto del piano di riorganizzazione avanzato dall’azienda con l’obiettivo primario, nell’arco dell’anno in cui si svilupperà la cassa, di cercare di individuare un’opportunità occupazionale per tutti i lavoratori. È su questa base di fondo che ieri, all’Unione industriali di Bergamo la dirigenza della Triumph Internationa Rome Spa e i rappresentanti dei lavoratori (sindacati Femca-Cisl e Filtea-Cgil e Rsu di fabbrica) hanno individuato un’ipotesi d’intesa che ora passerà al vaglio dei lavoratori. Domani mattina, infatti, alla Triumph si svolgerà un’assemblea di fabbrica dove i lavoratori saranno chiamati a dire la loro sulla soluzione prospettata: nel caso del via libera l’accordo sarà siglato (prima del 19 luglio) alla Direzione regionale del lavoro.

«È un’ipotesi di intesa che punta a gestire una difficile situazione di riorganizzazione industriale - sottolinea Rita Brembilla - segretario provinciale della Femca-Cisl di Bergamo -. La situazione di partenza erano i 113 licenziamenti annunciati: siamo riusciti ad individuare un percorso che evitando la mobilità ci permette di gestione in modo meno traumatico la decisione di Triunmph di chiudere il reparto cucito. Grazie alla Cassa integrazione avremo maggior respiro. Ma il lavoro non è finito: anzi, proprio i prossimi mesi ci vedranno impegnati nella gestione dell’accordo. L’obiettivo è quello di cercare di garantire opportunità di lavoro e ridurre al minimo l’impatto di evenutali esuberi».

«Con l’ipotesi che è stata definita - sottolinea Patrizio Mossali, segretario provinciale della Filtea-Cgil - si è cercato di tamponare un’emergenza che si è venuta a creare all’annuncio, da parte dell’azienda, del piano di chiusura dell’attività a Trescore e della conseguente apertura della procedura di mobilità. In presenza di questa emergenza, l’unica soddisfazione può essere quella di essere riusciti ad evitare i licenziamenti che si erano prospettati con l’apertura della mobilità a maggio, e ad aver individuato una serie di ipotesi su cui lavorare lungo l’anno che ora ci si para davanti. L’obiettivo finale resta quello di limitare al massimo l’impatto negativo della riorganizzazione sui lavoratori e, contestualmente, garantire a tutti la possibilità di un posto di lavoro».

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, l’ipotesi di accordo, come detto, ha come punto di partenza il ritiro da parte dell’azienda della procedura di mobilità e il contestuale avvio della richiesta di Cassa integrazione straordinaria per un massimo di 113 lavoratori (il numero di lavoratori che sarebbero dovuti essere messi in mobilità) per la durata di un anno a partire dalla prossima fine di agosto.

Il piano di gestione dell’attuale fase risulta, per altro molto articolato: 12 lavoratori verrebbero riassorbiti con l’impegno da parte della Triumph a mantenere l’attività dei «trattamenti speciali sul prodotto» nella sua sede di Trescore; altri 5 lavoratori potrebbero essere riassorbiti in magazzino con la disponibilità ad un contratto part-time; part-time che potrebbe essere utilizzato per riassorbire altri 27 lavoratori (nel corso dell’anno di Cassa). È previsto inoltre il blocco del turn-over che si stima possa permettere il ricollocamento di 3 lavoratori, mentre 7 posizioni potrebbero essere recuperati con il riassorbimento in sostituzione di figure ipiegatizie (escluse dalla procedura di mobilità) che nel frattempo hanno presentato richiesta di part-time o di esodo volontario. Altre quattro posizioni sarebbero recuperato visto la fuoriuscita volontaria di 4 impiegati, mentre per 37 lavoratori ci potrebbe già essere la possibilità di attivare una procedura di ricollocamento visto, tra l’altro, l’interessamento che su alcune figure professionali è già stato dimostrato da alcune aziende (si parla di 3 o 4 interessamenti) operanti nelle zone limitrofe a quelle di Triumph. In questo senso l’accordo con l’azienda prevede un impegno della stessa ad attivare comunque una serie di iniziative di formazione e riqualificazione del personale interessato dall’ipotesi o da progetti di ricollocamento sul territorio. È previsto, in fine, che per una quindicina di lavoratori nel periodo di riorganizzazione possano maturare i requisiti per l’accesso alla pensione. Un’intesa che, nel suo complesso, è sostenuto anche da un piano di incentivazione all’esodo volontario.

(01/07/2004)

fa.tinaglia

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