Venerdì 21 Ottobre 2005

Tutela del Branzi, Branzi non si consorzia

È nato un consorzio per la tutela di un formaggio di grande tradizione casearia come il Branzi. Curiosamente tra i produttori che si sono uniti manca la Latteria sociale casearia del paese dell’Alta valle Brembana - ramo della Val Fondra - dove il Branzi è prodotto da almeno tre secoli. È un consorzio del Branzi dove non compaiono operatori di Branzi quindi. L’iniziativa di tutela che punta a caratterizzare come strettamente bergamasco il Branzi è partita infatti da un gruppo di cinque operatori attivi in altre aree della provincia: la Cooperativa sociale Sant’Antonio di Val Taleggio, la Casera Monaci di Almenno San Salvatore, i Caseifici Paleni di Casazza e Fratelli Paleni di Gromo, e Monaci di San Giovanni Bianco. Insieme hanno una produzione complessiva di 100 mila forme annue (peso medio di una forma:10 kg) corrispondente all’80% della produzione bergamasca di Branzi, ottenuta lavorando esclusivamente il latte conferito da aziende attive sulla montagna.

Resta fuori invece la Latteria sociale casearia di Branzi che ha fatto altre scelte aziendali. Il fatto che è abbastanza singolare pur se motivato dai responsabili della cooperativa branzese con la considerazione che, a loro parere, il vero Branzi non solo deve essere prodotto in Bergamasca e con latte di montagna, ma deve essere prodotto anche a Branzi.

Il Consorzio di tutela - che ha sede legale presso la Camera di Commercio di Bergamo - è stato appena costituito con atto notarile e si è dotato di disciplinare consortile e produttivo. Il consiglio direttivo è formato dal presidente Claudio Paleni di Casazza, affiancato dai vicepresidenti Fabrizio Paleni di Gromo e Roberto Monaci di Almenno San Bartolomeo e dai consiglieri Alvaro Ravasio di Valle Taleggio e Antonio Monaci di San Giovanni Bianco. Direttore del consorzio è Renato Rodigari presidente del Gruppo gastronomi dell’Ascom.

«La finalità del consorzio - precisa Rodigari - è un impegno dei produttori a garantire una tutela che finora è mancata, andando a discapito di questa produzione tipicamente e storicamente bergamasca. Il Branzi è un formaggio che merita rispetto e valorizzazione anche perché è componente di base di una vasta gastronomia locale, e per valorizzazione ovviamente si parla anche di promozione di immagine».

(21/10/2005)

r.clemente

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