Giovedì 13 Novembre 2008

Val Seriana, sciopero del tessile
In duemila sotto la pioggia

VIDEOoperai.wmvIn Val Seriana giovedì 13 novembre sono state duemila le persone che si sono ritrovate sotto la pioggia per chiedere che i posti di lavoro della valle siano salvati: lavoratori, sindaci, operaie con i bambini in passeggino, pensionati. Famiglie intere di cassintegrati sono sfilate da Gazzaniga ad Albino nel corteo indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Una partecipazione mai vista in quella che si definiva «la valle d’oro» per la floridezza della sua industria tessile e che giovedì mattina è stata ribattezzata «la valle dell’orfano». Il sentimento comune è quello di preoccupazione ma anche di sbalordimento per una situazione che è precipitata a picco costringendo alla cassa integrazione, alla mobilità e nel caso della Tessival alla chiusura, di industrie storiche come la Honegger o ritenute solide come la Promatech. Nel comizio finale Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl, ha chiesto che si «muovano gli imprenditori ma anche la politica: in Valle Seriana la situazione è molto più grave che all’Alitalia. Ci sono famiglie che stanno perdendo in un sol colpo tutto il loro reddito». Come Roberto Moschini e Annalisa Verni che lavorano entrambi nell’azienda tessile di Fiorano: «Siamo molto preoccupati - raccontano - perchè in pochi mesi la nostra vita non ha più sicurezze in un momento della vita nella quale pensavamo di poter cominciare a tirare i remi in barca. La Tessival chiude e in giro non c’è lavoro. È questa la vera differenza con il passato. La Valle ha attraversato altre crisi, ma non così generalizzate». La manifestazione di giovedì mattina è stata molto partecipata, dando la misura di come si sentano i bergamaschi. «Bisogna richiamare gli imprenditori sul territorio - chiedono i lavoratori -, che i politici si muovano, tra quelli a Roma e quelli in Regione ce ne sono bergamaschi, no? Facciano qualcosa...». Il paragone con l’Alitalia ricorre in molti discorsi «Altro che Alitalia, noi siamo 4 mila a piedi» dice Stefano Piccinali, 45 anni, alla Tessival da 25: «Che tristezza, hanno cominciato a fermare i telai della seconda sala, ci mettono il cartellino con scritto "mancanza di ordini". Torneremo a emigrare, la valle si spopolerà. Le aziende che restano non riusciranno ad assorbire tutti». Laura Paravano è in cassa integrazione all’Honegger, il marito alla Sitip e hanno bambini piccoli. «Non so come faremo, è uno choc». Poi c’è Ileana Maffeis che osserva: «La gente non trova lavoro, bisogna pensare a idee nuove per l’industria. Per la prima volta in Valle ci sono giovani a spasso». I sindacati incontreranno nei prossimi giorni imprenditori e politici: l’idea è di un fronte comune contro una crisi di sistema. La vicinanza dell’Amministrazione comunale di Albino(13/11/2008)

a.campoleoni

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