Voucher aboliti dal 2018 Colpo di spugna sul referendum

Voucher aboliti dal 2018
Colpo di spugna sul referendum

La decisione della maggioranza in Commissione Lavoro. Ma non mancano le polemiche.

«Voteremo per l’abrogazione totale dei voucher». Così Patrizia Maestri (Pd), relatrice della proposta di legge sui voucher che verrà votata in commissione Lavoro della Camera giovedì 16 marzo. «Ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017 per permettere di utilizzarli a chi li ha già acquistati», ha continuato Maestri sottolineando che l’abrogazione «va bene, è un risultato inatteso ma positivo, speriamo però che il governo non li faccia poi rientrare sotto altre forme», ha concluso. Si va quindi verso la cancellazione del referendum sul tema, in calendario per il 28 maggio.

«La scelta del Pd è stata di lavorare per superare il referendum con norme radicali con un breve periodo di transizione. In questo lasso di tempo lavoriamo per nuove norme che mettano uno strumento a disposizione delle famiglie per pagare ciò che oggi si paga con i voucher e delle imprese per accedere in modo più semplice al mercato del lavoro».Così il capogruppo Pd Ettore Rosato a chi gli chiede della decisione di abolire i voucher, aggiungendo che sui nuovi strumenti «apriremo un confronto con le parti sociali».

Pesanti critiche dal mondo economico: «La linea passata sui voucher è molto deludente, per quanto ci riguarda anche come scelta politica», ha spiegato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sull’ipotesi di cancellazione dei voucher proposta in un emendamento in commissione Lavoro. «E’ meglio votare al referendum», ha ribadito. «Il sistema dei voucher va cambiato, non abolito, si è abusato dei buoni lavoro, devono essere tolti dall’industria, dall’edilizia e dall’agricoltura, ma sono un modo per fare emergere il lavoro nero nei servizi alla famiglia. Credo che si debba tornare alla Legge Biagi» commenta la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. «Gli abusi vanno certamente identificati e contrastati, ma auspicavamo una riforma che tenesse conto dei reali bisogni delle imprese e dei lavoratori», osserva Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti.


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