Il vento del Nord
soffia sul fisco

La collaborazione tra i comuni e l’Agenzia delle Entrate è il frutto virtuoso di una nuova dimensione: il civismo come obiettivo per raggiungere la stabilità di bilancio. Lo dicono i numeri. Nel 2015 ai comuni italiani sono arrivati 17 milioni di euro grazie alle segnalazioni su situazioni sospette rilevate dalle amministrazioni locali. Non è molto se si pensa ai miliardi di evasione fiscale che segnano il bilancio dello Stato ma è pur sempre un’indicazione di tendenza che può portare ad una nuova considerazione sociale del fenomeno.

Le amministrazioni locali sono legate al territorio e conoscono da vicino i comportamenti dei cittadini- contribuenti. Se una cosiddetta supercar posteggia in una piazzola riservata a chi ha problemi motori o ai portatori di handicap e poi non paga la multa appellandosi ai cavilli giudiziari ecco che scatta la segnalazione qualificata all’Agenzia delle Entrate. Ci sarà un accertamento fiscale per verificare la sua posizione. Se si indica l’edificio in cui si abita come prima casa e poi si scopre che è la seconda o terza casa di lusso la segnalazione arriverà direttamente al Fisco. Il pregio di questa collaborazione fra ente locale e Agenzia delle Entrate sta nel valore sociale della denuncia . Il comune cittadino vede perseguito un abuso che egli stesso considera tale perchè lo vede e lo conosce da vicino. Il Fisco appare quindi come portatore di giustizia ed è vissuto come il regolatore di condizioni sperequate. È così che si accresce la fiducia nelle istituzioni. Indispensabile è la funzione del Comune che fa da tramite fra il cittadino e il potere centrale.

Un punto dirimente nella situazione italiana segnata da sempre da una vicinanza al campanile cui fa da contraltare la corrispondente diffidenza se non lontananza verso lo Stato. Il coinvolgimento del territorio alla lotta all’evasione è la nuova frontiera per un Fisco più giusto. Il contribuente non ama pagare le imposte perchè i servizi pubblici erogati con le entrate fiscali sono spesso inadeguati ma la giustizia esercitata su casi conosciuti e circostanziati aiuta a dissipare l’alone di arbitrarietà. Troppe volte il contribuente si è sentito colpito pur essendo in totale buonafede. E lo Stato deve avere come suo primo obiettivo la fiducia del cittadino. Colpire il malintenzionato e aiutare chi in buona coscienza pensa di far bene anche se poi sbaglia è la ricetta. È ciò che le autorità fanno nei Paesi fiscalmente evoluti. Assistere, consigliare, guidare, dare certezza sui percorsi amministrativi. In pratica consulenza perchè il rapporto è fiduciario: il cittadino non è un potenziale evasore. Vuole solo certezze e semplificazione. Un percorso virtuoso che richiede una riscossa civica . E forse non è un caso che nelle segnalazioni di posizioni sospette all’Agenzie delle Entrate al primo posto vi sia Milano, seguita da Bergamo, cioè dagli avamposti della ripresa economica e civile del Paese.

Quando il capo del governo afferma: «Milano deve prendere per mano il Paese», intende il punto più visibile di un territorio che sta al passo con lo sviluppo economico dell’area euro e gioca le sue carte proprio sul coinvolgimento dei cittadini. Dall’inizio 2014 e per tutto il 2015 Milano è la città che ha aumentato gli avvisi all’Agenzia delle Entrate del 7,3%. I dati aggregati del resto d’Italia dicono che vi è stato un calo del 22,8% per le altre amministrazioni comunali. Mentre a Bergamo 1,2 milioni di euro nel 2015 sono entrati nelle casse comunali e 65 amministrazioni municipali hanno stretto un patto di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. È questo il vento del nord che segna la rotta da seguire.

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