La Germania si risveglia
un po’ meno tedesca

Sconfitti alle elezioni di settembre, rilanciano. Cristiano-democratici e socialdemocratici sono di nuovo insieme per una grande coalizione. La Cdu ha trovato in Martin Schulz e nella Spd il cavaliere bianco che toglie il partito dall’imbarazzo dopo il fallimento, nelle settimane scorse, delle trattative di governo con i liberali e i verdi. I cittadini manifestano nei sondaggi il loro disamore verso la grande coalizione ma al contempo sono sollevati per il raggiungimento di un’intesa di governo. Stabilità è la parola d´ordine. In effetti Cdu /Csu e Spd si sono dovuti mettere d’accordo su pressione dell’opinione pubblica che non tollera incertezze del quadro politico. La paura di nuove elezioni ha indotto a miti consigli i contendenti. Sono tre i temi che hanno segnato la trattativa: Europa, migranti, politica sociale. La Spd ha ottenuto risultati nella politica sociale ma ha dovuto rinunciare al suo cavallo di battaglia e cioè l’introduzione dell’assicurazione sanitaria per tutti.

La Germania si risveglia un po’ meno tedesca

Il 21 gennaio il congresso socialdemocratico dovrà dare il suo consenso. Presentarsi a una platea già di per suo scettica è un compito non facile per Martin Schulz. Ai propri elettori va giustificato il cambio da opposizione in cerca di facili consensi a ruota di scorta di Angela Merkel, e una collaborazione con i cristiano democratici ha senso per la Spd solo se il cancelliere porrà in essere politiche esplicitamente socialdemocratiche.

L’aumento dei contributi assicurativi per i lavoratori a carico degli imprenditori è certo un punto a favore. Il diritto a contratti a tempo determinato part-time nelle imprese con più di 45 dipendenti è un’altra richiesta della Spd che trova soddisfazione. Alle madri di famiglia si riconoscono tre anni ai fini pensionistici; a chi ha allevato figli, accudito famigliari bisognosi, oppure ha lavorato per decenni si riconosce il 10% in più della pensione sociale di base. Per ottenere questo i socialdemocratici hanno dovuto rinunciare all’aumento delle aliquote fiscali soprattutto per i più abbienti e hanno fatto buon viso alla richiesta della Csu bavarese di ottenere un soglia definita per i migranti. Duecentomila all’anno e un ricongiungimento per i famigliari scaglionato nel tempo per mille unità al mese. Altri mille migranti al mese provenienti da Italia e Grecia potranno su base volontaria essere accolti in Germania.

Alla fine sia la Csu che la Spd hanno centrato molti dei loro obiettivi e alla Cdu è bastato avallare accordi in linea con la strategia di governo del partito. Angela Merkel voleva una cosa sola e l’ha ottenuta per la quarta volta di seguito: la cancelleria. Il vero campo di sfida di questo governo è l’Europa. Qui si notano chiare espressioni: vogliamo rafforzare finanziariamente l ’Europa affinché possa meglio far fronte ai suoi compiti, recita il documento e non è nota di poco se si pensa che a seguito della defezione britannica già si delineavano le schermaglie per i tagli che il bilancio comunitario avrebbe subito. Colpiscono affermazioni del genere: siamo favorevoli a specifiche voci di bilancio per la stabilizzazione economica, la convergenza sociale e il sostegno alle riforme di struttura nell’Eurozona: un punto di partenza per una politica comune di investimenti in Europa. Si toccano punti delicati che vanno oltre la tradizionale austerità auspicata dai governi di Angela Merkel.

Su questo Martin Schulz ha fatto sentire la sua voce di europeista convinto. È la carta che giocherà al congresso del suo partito per avere il via libera alla formazione del governo. Ma è la carta che gioca tutta la Germania europea per un’Europa finalmente non solo tedesca.

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