Lunedì 17 Settembre 2012

Raduno confraternite
in nome della polenta

Si svolgerà domenica 30 settembre la manifestazione «A Tavola con amicizia», il raduno interprovinciale delle confraternite enogastronomiche organizzato dall'Ordine dei Cavalieri della Polenta. Si tratta di un appuntamento settembrino che si ripete da 21 anni, all'insegna della cultura, dell'arte, dell'amicizia e dell'enogastronomia tipica.

L'Ordine dei Cavalieri della Polenta, costituito 36 anni fa e presieduto da Mario Lameri, che ha sostituito il compianto Piero Ricci, ha per statuto la difesa e valorizzazione della polenta bergamasca, cibo semplice e tradizionale sempre apprezzato anche oggi non solo in famiglia ma anche nella ristorazione.

Il raduno di settembre farà arrivare nel Bergamasco, nei loro tradizionali e coloratissimi costumi, esponenti di diverse associazioni enogastronomiche del Nord Italia che a loro volta valorizzano prodotti tipici del loro territorio. Hanno già dato adesione al raduno di Bergamo numerose confraternite, tra cui La Baccheide di Milano, La Franciacorta di Rovato, Rho a tavola, la Confraternita de la tripa di Moncalieri, la Accademia del prezzemolo di Milano, la Serenissima Signoria dei vini del Piave di Oderzo (Treviso), la Confraternita del Gorgonzola di Cameri (Novara), il Club dal piloro facile che riunisce un gruppo di medici buongustai e ha sede in Val Cavallina.

La parte culturale della giornata sarà dedicata alla visita del castello visconteo e della chiesa di Urgnano (con il celebre campanile disegnato dal Cagnola). Il convivio si svolgerà nello stesso castello di Urgnano. Protagonista sarà ovviamente la polenta bergamasca, abbinata alle varie pietanze, compresi i formaggi di cui è ricca la nostra provincia. Durante l'incontro, come sempre, scambi di doni tra i presidenti delle varie confraternite.

Alla manifestazione si pensa aderiranno una trentina di associazioni enogastronomiche per un totale di circa 150 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni, telefono 035.243094, 348.5403773.

«Associazioni come la nostra – afferma Mario Lameri – servono per mantenere viva la tradizione legata sì alla tavola ma che si allarga a tutte le ricchezze del territorio. Non per nulla la prima parte della giornata è sempre dedicata alla visita di bellezze storico-artistiche del territorio».
R.V.

fa.tinaglia

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