Esportare (e bere) la tradizione orobica Elav lancia la birra con la polenta

Esportare (e bere) la tradizione orobica
Elav lancia la birra con la polenta

Si chiama Vienna Lager ed è una birra in stile austriaco ma con chiara ispirazione bergamasca: tra gli ingredienti c’è la polenta e, per la precisione, le croste del paiolo.

Non è un segreto che il Birrificio Indipendente Elav è legato alla terra e al territorio. Parliamo di coltivazione di prodotti utilizzati per la produzione di birra, di presenza e di supporto alle iniziative di valore della città ma grazie alla nuova ricetta di casa Elav il legame con Bergamo è ancora più evidente.

La birra con la polenta richiama la radicatissima tradizione bergamasca con il suo cibo per eccellenza. Di origine molto antica, la polenta è un piatto «povero» ma ricco di storia e di lavoro, altro ingrediente appartenente dna dei bergamaschi.

Le croste del paiolo della polenta vengono utilizzate in questa ricetta per arricchire il sapore della Vienna Lager, birra in stile austriaco, caratterizzata da un colore dorato, un gusto delicato e un buon grado alcolico. La sua invenzione risale al XIX secolo ma la diffusione è diminuita col tempo e oggi trovare una Vienna Lager è molto difficile.

Al malto Vienna, la cui intensità di colore si pone a metà strada fra le Pilsner e le Munich, si aggiunge l’utilizzo del luppolo ceco Kazbek con la giusta abbondanza e in dry hopping, come da tradizione del Birrificio Elav.

La Vienna Lager è in produzione al Birrificio di Comun Nuovo e presto questo tipo di birra, con l’aggiunta dell’ingrediente bergamasco della ricetta Elav, tornerà dopo molto tempo a riempire i bicchieri. «È soprattutto una questione di sperimentazione e di sapore» spiegano dal birrificio.

Il reparto di produzione della birra Elav

Il reparto di produzione della birra Elav

«La scelta di realizzare una Vienna Lager deriva dall’attenzione che sto riponendo verso le birre a bassa fermentazione. Direzione che mi ha portato recentemente anche a reinterpretare due dei nostri cavalli di battaglia: la Indie Ale e la Grunge Ipa - spiega Antonio Terzi -. Mi era stato chiesto di realizzare una birra utilizzando il mais ma l’idea non mi piaceva particolarmente in quanto è un ingrediente che non mi fa impazzire. Allora, inizialmente per gioco, mi è venuto in mente di utilizzare la polenta e quest’idea mi ha incuriosito sempre più. Mi piace sperimentare e, limitando il discorso al profumo, sembra che il risultato possa superare le aspettative».


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