Gambero Rosso, ancora i Cerea Da Vittorio porta a casa 3 forchette

Gambero Rosso, ancora i Cerea
Da Vittorio porta a casa 3 forchette

Il ristorante di Brusaporto al top della celebre guida con 92 punti.

Rivoluzione al vertice della guida «Ristoranti d’Italia 2018 del Gambero Rosso», che assegna le ambite «Tre Forchette» ai ristoranti che meritano il viaggio e i «Tre Gamberi» alle trattorie imperdibili. Molti i volti giovani al top. La cucina di qualità è sempre più diffusa da Nord a Sud: quest’anno sono 38 le «Tre Forchette», e 25 i «Tre Gamberi», il numero più alto di sempre da quando è nata la guida, 28 anni fa. E «Da Vittorio», ristorante di Brusaporto della famiglia Cerea si conferma tra le eccellenze della cucina italiana, conseguendo le prestigiose «Tre forchette».

Ecco le «Tre Forchette» della Guida «Ristoranti d’Italia 2018»: Reale a Castel di Sangro (96 punti); Osteria Francescana a Modena (95 punti) al pari de La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri; a 94 punti Piazza Duomo ad Alba, Villa Crespi a Orta San Giulio (Novara); Le Calandre a Rubano (Padova); Don Alfonso (1890 a Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli) e Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli). A 93 punti Uliassi a Senigallia (Ancona) ed Enoteca Pinchiorri a Firenze. A 92 punti St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina a San Cassiano/Sankt Kassian [Bolzano), Laite a Sappada (Belluno); Seta del Mandarin Oriental a Milano; La Trota a Rivodutri [Rieti); La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares a San Cassiano/Sankt Kassian (Bolzano), Lorenzo a Forte dei Marmi (Lucca), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova), Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo). Si attestano a 91 punti La Madia a Licata (Agrigento), Berton a Milano, Taverna Estia a Brusciano (Napoli), Duomo a Ragusa, Madonnina del Pescatore a Senigallia (Ancona), Ilario Vinciguerra Restaurant a Gallarate (Varese), Casa Vissani a Baschi (Terni). A seguire, a 90 punti, Le Colline Ciociare ad Acuto (Frosinone), Il Pagliaccio a Roma, Atman a Villa Rospigliosi a Lamporecchio (Pistoia), Enrico Bartolini Mudec Restaurant a Milano, D’O a Cornaredo (Milano), Pascucci al Porticciolo a Fiumicino (Roma), S’Apposentu di Casa Puddu a Siddi (Vs), Agli Amici dal 1887 a Udine, Imago dell’Hotel Hassler a Roma, Miramonti l’Altro a Concesio (Brescia), Da Caino a Montemerano (Grosseto), Quattro Passi a Massa Lubrense (Napoli) e Romano a Viareggio (Lucca).

La «Novità dell’anno», secondo i gastronomi del Gambero Rosso, è «Signore te ne ringrazi», la nuova creatura di Michele Biagiola a Montecosaro (Macerata). Ristoratore dell’anno a Stefan Wieser de la Siriola dell’Hotel Ciasa Salares di San Cassiano (Bolzano). Le Calandre di Rubano della famiglia Alajmo è premiato per la «Miglior comunicazione digitale». Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia) premiato per il «Miglior servizio di sala». «L’Olivo del Capri Palace» di Capri premiato «Miglior servizio di sala in albergo». Luca Lacalamita dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze è il «Pastry chef dell’anno» (premio speciale La Bella Estate Vite Colte). Andrea Leali di Puegnago sul Garda (BS) è il «cuoco emergente» (premio speciale Acqua Panna e S. Pellegrino).

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