Guida Slow Wine 2017  Bergamo fa un passo indietro

Guida Slow Wine 2017
Bergamo fa un passo indietro

Solo 4 cantine al top: lo scorso anno nella celebre guida ne comparivano cinque. Ecco quali sono.

Un volume di 1.120 pagine, con 1.947 cantine segnalate, 24.000 vini degustati: è il biglietto da visita della Guida Slow Wine 2017 edita da Slow Food Editore in collaborazione con la Federazione Italiana Sommelier. Trai riconoscimenti spiccano le 195 Chiocciole (la cantine che interpretano al meglio i valori organolettici, territoriali e ambientali), 174 Bottiglie (produttori che esprimono qualità), 99 Monete (buon rapporto qualità-prezzo), 175 Grandi Vini e Vini Quotidiani

Due le novità per Bergamo rispetto allo scorso anno: per la prima volta un vino orobico compare tra quelli degni di menzione particolare; l’altra novità è purtroppo negativa: le cantine in Guida sono solo quattro (una in meno rispetto allo scorso anno). Per la Cantina Angelo Pecis di San Paolo d’Argon (25 mila bottiglie) è il Terre del Colleoni Franconia Imberghem 2016 il vino più elogiato, tale da meritarsi il titolo di «Vino quotidiano». Segnalati anche il Metodo classico Dosaggio Zero 2012.

L’azienda Biava di Scanzorosciate (con il suo Moscato di Scanzo Docg 2011, 2.000 bottiglie prodotte) resta il capofila tra i produttori dell’unico vino Docg orobico. Segnalati anche il Giallo 2013; il Guelfo Nero 2007 e due rossi 2013 e 2014 di taglio bordolese.

Dell’azienda Bonaldi-Cascina del Bosco di Petosino-Sorisole (4,5 ettari, 28 mila bottiglie prodotte) sono segnalati due Metodo classico, il Brut 36 mesi Capsula Oro e il Brut 24 mesi Capsula Nera, oltre al Valcalepio Bianco 2016, il Valcalepio Rosso 2015 e il «Controcanto 2014», un taglio bordolese invecchiato in rovere, «potente e intenso».

Infine l’azienda Medolago Albani di Trescore Balneario (23 ettari, 280 mila bottiglie prodotte): elogiati il Metodo Classico Brut, il Valcalepio Bianco 2016, il Rosso 2015 mentre i due più costosi (17 euro) sono il Valcalepio Rosso Riserva I Due Lauri 2012 e il Cabernet Sauvignon Villla Redona 2013.

Per Silvio Magni, fiduciario di Slow Food Valli Orobiche «il vino bergamasco è ancora in una fase di transizione: stiamo comunque monitorando alcune aziende interessanti e sono certo che nelle prossime edizioni il numero di vini e cantine orobiche segnalate sarà maggiore».

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