«Quella stella siete voi, grazie Non ci siamo mai arresi...»
Monia Remotti e Umberto De Martino

«Quella stella siete voi, grazie
Non ci siamo mai arresi...»

Dopo il riconoscimento Michelin a Florian Maison, Monia, compagna di vita dello chef stellato Umberto de Martino racconta su Facebook la storia (e la fatica) di un successo.

«Vorrei ringraziarvi uno per uno e lo faremo sicuramente. Solo due parole vogliamo regalarvi... Ne abbiamo passate tante, viste di ogni colore. Non ci siamo mai arresi». Inizia così il post su Facebook di Monia Remotti, compagna di vita di chef Umberto De Martino, fresco di prima stella Michelin con il suo ristorante Florian Maison a San Paolo d’Argon.

Umberto De Martino

Umberto De Martino

«Non abbiamo mai voluto seguire la scia e lasciarci trascinare da commenti e giudizi spesso pesanti da sentire e da capire. Ogni persona ha una identità precisa e degli obiettivi che volevano farci cambiare ma noI insieme, io ed Umberto non ci siamo lasciati trascinare. La nostra struttura importante e bella non ci ha dato vita facile. Mille pensieri , tante prove e delle meravigliose persone attorno che ci dicevano “ Non Mollate. Siete Forti”. Pianti e lacrime di disperazione guardando il nostro locale inizialmente vuoto e freddo. Avevamo bisogno del calore di una parola buona, un minimo di affetto ed un conforto professionale che sembrava non arrivare mai, anche se...».

«Guardando i tuoi piatti, l’ amore immenso per la cucina, quel cibo che abbatteva le barrire e ti faceva sentire realizzato. Continuavo a ripeterti “Riusciamo, vedrai che qualcuno si accorgerà di noi .. ! Amore Forza. E poi mi giravo ed una lacrima rigava il mio cuore. Ma cosi abbiamo tenuto duro ci siamo amati come se ogni giorno fosse il primo. Disperata pulivo continuamente per non pensare e tu inventavi i tuoi piatti. Assaggiavamo gli abbinamenti, mettevamo in linea la carta del ristorante preparando ogni giorno tutto con estrema passione. Pane, pasta, grissini, dolci e molto altro che compensava gli ammanchi di un risultato ancora minimo, sapendo che potevamo fare di più. I clienti arrivavano per il semplice passa parola, lento ma corposo. Ogni volta che ricevevamo un complimento diventava una spinta e ti dicevo” Senti cosa dicono di te. Non lasciamoci andare. Vedrai che sentiranno l’amore che ci metti. Forza Vita, i tuoi sapori sono Unici. Credici,, e tu mi guardavi con quegli occhi teneri di chi si aspetta riconoscenza»

«Hai fatto anni di cucina dietro le righe di chi ti hai insegnato disciplina, rispetto, tecnica e passione. Chef ,che oggi ti stimano per la tua capacità semplice di amare il tuo lavoro. Ti riconoscono meriti e potenzialità ma mancava il premio e un bel giorno lunedì, la chiamata del direttore della Rossa. Emozione, pianti, pianti e pianti. In quella sala del nostro ristorante dove le nostre speranze sono diventate sogno. Ti abbiamo pensato papà, abbiamo desiderato di poterti vedere ancora una volta per abbracciarti e dirti “ Guarda Papà, oggi un Angelo è passato a trovarci e per noi il Paradiso esiste. Grazie a tutti. Vi vogliamo bene. E se oggi esiste una stella in più, quella siete voi che ci riempite di gioia ed emozione».

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