«Stavamo correndo al circuito del Baio Un’auto ha cercato di investirci»

«Stavamo correndo al circuito del Baio
Un’auto ha cercato di investirci»

Non bastavano i cartelli posizionati dall’amministrazione comunale, al Baio qualcuno ha deciso di farsi giustizia da sé per far rispettare il divieto imposto ai runner di correre sulla carreggiata.

È un episodio che ha dell’incredibile quello che ha visto sfortunato protagonista Andrea Adragna, sino a un quadriennio fa azzurro della nazionale assoluta di marcia e oggi allenatore. «Qualche giorno fa, un’auto ha tentato volontariamente di investire il sottoscritto e due ragazzi che alleno – denuncia Adragna, ex poliziotto delle Fiamme Oro – . È capitato all’altezza della chiesa di via Zavaritt, quando una Citroën di colore scuro ha cambiato traiettoria e ha accelerato provando a urtarci». Sia lui che Davide Marchesi e Marco Morotti (due tra i prospetti più interessanti «tacco e punta» tricolore) dicono di essersi salvati gettandosi nello spazio verde a fianco della carreggiata. Zero conseguenze sul piano fisico, anche se la paura è stata tanta: «Erano un uomo e una donna e non paghi si sono pure fermati per insultarci – continua Adragna (da atleta nono agli Europei Under 23) – . La loro tesi è che qui per i runner non c’è più posto: parlano i cartelli e la linea del sindaco». Interpellato, l’avvocato Giovanni Testa, primo cittadino di Gorle, ha preferito non entrare nel merito della vicenda, limitandosi a un sintetico: «Sporgano denuncia alle autorità competenti e poi vedremo».


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