Tenta un furto, preso dai carabinieri grazie all’aiuto di una bambina  di 10 anni
Un’auto dei carabinieri

Tenta un furto, preso dai carabinieri
grazie all’aiuto di una bambina di 10 anni

L’intraprendenza di una bambina ha permesso di sventare un furto in un appartamento e di consegnare il responsabile alla giustizia.

È successo lunedì sera 25 maggio a Ponteranica, nei pressi del municipio, quando una donna si è trovata di fronte uno sconosciuto all’ingresso del suo appartamento, un piano rialzato. La reazione della donna, che ha chiuso la porta finestra rompendo un vetro, ha indotto lo sconosciuto a fuggire, inseguito dal figlio della donna, che nel frattempo aveva chiamato i carabinieri.

Tutta la scena è stata seguita, da debita distanza, da una bambina di dieci anni, che ha notato dove si era nascosto il fuggitivo e lo ha prontamente indicato alla pattuglia di carabinieri di Villa d’Almè quando sono arrivati sul posto. I militari hanno così rintracciato e sottoposto a fermo un giovane tunisino di 26 anni che si era nascosto in un box nelle vicinanze dell’appartamento che aveva preso di mira.

Sempre ieri, in direttissima, è stato convalidato l’arresto di un 45enne di Brembate Sopra, accusato di aver rubato in un appartamento di Almenno San Bartolomeo venerdì 22 maggio nel primo pomeriggio. L’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione forzando una porta finestra e prelevando alcuni gioielli e facendo scattare l’allarme.

La figlia della coppia derubata, che abita nei paraggi, insospettita dalla sirena, si è affacciata e ha notato un uomo con alcuni tatuaggi allontanarsi. Proprio il particolare dei tatuaggi ha portato sempre i carabinieri di Villa d’Almè a individuare a colpo sicuro il presunto colpevole. Si sono presentati a casa sua e hanno recuperato la refurtiva, restituita ai proprietari. L’uomo, scarcerato il 4 novembre e con obbligo di dimora, ai giudici ha detto: «Prendo 18 pastiglie al giorno e ho problemi di salute e di esaurimento, avevo bevuto una birra e non ho più capito nulla. Mi spiace per quello che ho fatto ma non ero in me». Per lui arresti domiciliari.


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