Il partigiano «Tiller» a 97 anni rinnova la tessera dell’Anpi: «I ricordi restano vivi»

MONTELLO . I racconti di Domenico Caldara raccolti dal presidente del circolo Val Calepio-Val Cavallina. «Ha ancora ben presente quel periodo».

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Montello

Il soprannome di battaglia che gli era stato dato era «Killer», ma in più occasioni ha tenuto a specificare di non aver mai giustiziato nessuno, se non disarmato in un’osteria un gruppo di soldati tedeschi senza colpo ferire. Un soprannome che cambiò infatti in «Tiller», ben diverso e più rassicurante da quello che gli era stato affibbiato e che lui aveva rifiutato. Protagonista, il partigiano Domenico Caldara, classe 1925, nativo di Carobbio degli Angeli e residente a Montello, contadino prima della guerra, operaio dell’Enel dopo, sposato con Anna Maria Moro, papà di Mario e Antonella e nonno di Walter e Fabio.

Pochi giorni fa, l’ex partigiano a 97 anni ha rinnovato con la sezione Val Calepio-Val Cavallina la tessera dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. «È lucidissimo – racconta Tiziano Belotti, presidente di Anpi Val Calepio e Val Cavallina – e i ricordi di tante battaglie sono ancora vivi nella sua memoria».

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