Calusco, candidatura Unesco a rischio e niente soldi dal «rosso stop»

Calusco, candidatura Unesco a rischio
e niente soldi dal «rosso stop»

Le conseguenze della chiusura del ponte di Calusco: oltre ai disagi per i pendolari a rischio per il Comune la candidatura Unesco e 200 mila euro di multe per il rosso stop.

Oltre il danno, la beffa. Anzi due. Al blasone e al portafoglio. Cominciamo da questo secondo versante, considerando che «pecunia non olet»: la chiusura del ponte San Michele rischia di rivelarsi un colpo notevole per le casse del Comune di Calusco d’Adda. Sorvolando sui danni economici dell’isolamento, le casse comunali incassavano difatti circa 200mila euro l’anno dal semaforo con «rosso stop» posizionato poco prima dell’imbocco del ponte, da percorrere ormai a 20 all’ora a senso unico alternato da immemore tempo. Niente ponte niente traffico, niente semaforo, niente furbetti, niente multe e niente soldi, per farla breve.

Poi c’è il versante, come dire, culturale, e anche qui tira una brutta aria. «Per sostenere la candidatura a patrimonio Unesco del ponte San Michele occorre che questo sia funzionante e la sua attuale chiusura ne compromette l’iter» spiega (a caldo) l’assessore alla Cultura, Silvia Di Fonso, che sta portando avanti assieme ai colleghi dei paesi di Germania, Francia e Portogallo altri quattro grandi ponti ad arco europei del XIX secolo, perché siano riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco.


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