«Il paese è ferito, ma non siete soli» Monsignor Pelucchi dai fedeli a Solza
Monsignor Davide Pelucchi a Solza

«Il paese è ferito, ma non siete soli»
Monsignor Pelucchi dai fedeli a Solza

«Questa mattina sono venuto a celebrare l’Eucaristia qui a Solza per portarvi la vicinanza del vescovo Francesco e pregare insieme con voi».

È il vicario generale monsignor Davide Pelucchi a portare conforto, durante la Messa delle 10,30, alla comunità di Solza ancora scossa dopo l’arresto, mercoledì scorso, del parroco - don Diego Rota - coinvolto nell’inchiesta dei carabinieri di Brescia sulla prostituzione minorile.

Una comunità molto unita che ieri ha riempito la chiesa di San Giorgio dove si sono presentati 25 ragazzini cresimandi. Monsignor Pelucchi si è rivolto proprio a loro nell’omelia incentrata sulla Quaresima e sul diavolo che tenta Gesù nei suoi 40 giorni di digiuno passati nel deserto. E fa capire ai ragazzi, citando anche l’esempio dei beati Sandro Dordi e Madre Teresa di Calcutta, che il male esiste ma che il bene prevale sempre: «Perchè Dio non fa morire tutti i cattivi che ci sono nel mondo? - ha chiesto -. Sarebbe semplice. Ma se Dio fosse così moriremmo tutti. Alzi la mano in questa chiesa chi non ha un po’ di male nel suo cuore. Anche voi, che siete bambini, non avete mai detto una bugia? Non vi siete mai comportati male? Come facciamo allora a sconfiggere il male? Dobbiamo cambiare il nostro cuore, come ha fatto Gesù».

Poco prima di concludere la funzione, monsignor Pelucchi ha espresso ancora una volta la vicinanza del vescovo alla comunità: «In questi momenti non servono molte parole, serve molta preghiera - ha spiegato ai fedeli -. Nei giorni scorsi avete sentito la notizia molto dolorosa circa il procedimento giudiziario nei confronti del vostro parroco, don Diego. Si tratta di accuse molto gravi, che suscitano sorpresa, disorientamento e profonda sofferenza. Il dolore per questi fatti ha coinvolto l’intera vostra comunità ma anche l’intera nostra Diocesi, in particolare il vescovo Francesco che vuole molto bene a noi preti e a tutti i suoi fedeli, soprattutto i più piccoli e i più deboli. In momenti difficili come questo dobbiamo lasciarci guidare dalla fiducia in Dio e dall’ascolto della sua parola, l’unica capace di illuminare i nostri passi e rafforzare la comunione con lui».


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