«Mia figlia aggredita sulla via di casa» Allerta sicurezza nell’Isola bergamasca

«Mia figlia aggredita sulla via di casa»
Allerta sicurezza nell’Isola bergamasca

La parola «allarme» va sempre usata con attenzione, ma all’allerta sicurezza lanciata dai cittadini nell’Isola bergamasca si sono aggiunti altri gravi episodi. Non solo furti di gomme e di auto, come documentato a più riprese dai servizi de L’Eco di Bergamo, ma anche un’aggressione.

Una mamma ha raccontato quanto avvenuto alla figlia durante l’assemblea «Sicurezza e truffe ai cittadini» nella sala civica del Centro socio culturale di Bonate Sotto. «Mia figlia studia a Bergamo e come tutti i giorni rientra a casa col pullman, che ferma in via Garibaldi, davanti all’Istituto Bernareggi, per poi proseguire a piedi per circa 500 metri verso casa, limitrofa alla zona industriale – ha raccontato la mamma –. Scesa dal pullman intorno alle 15, si è incamminata verso casa lungo la pista ciclopedonale. Mentre passava davanti al centro sportivo, si è accorta che era seguita. Poi in un tratto dove una siepe nasconde la vista dalla strada, l’inseguitore si è avvicinato e ha cercato di prenderle lo zaino, gettandola a terra. Spaventata, mia figlia, che aveva in mano l’ombrello, ha iniziato a colpire l’estraneo: l’uomo vestiva un giubbino di colore verde e aveva il cappuccio in testa. Ha notato che era di pelle scura, forse un extracomunitario. L’aggressore, non si sa se voleva rubare lo zaino dei libri o cos’altro, vista la reazione ha preferito darsi alla fuga. Mia figlia è arrivata a casa sconvolta e ora non vuole più uscire da sola perché è terrorizzata».

Solo settimana scorsa invece abbiamo dato notizia del furto dell’appello lanciato per ritrovare l’auto di Stefano, scomparso a marzo in circostanze tragiche. Nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 maggio a Bonate Sotto, dove abitava, hanno rubato la sua auto: «Ovvio che nulla potrà riportare indietro Stefano ma chiedo il vostro aiuto per condividere il più possibile in modo che questa auto possa ritornare in famiglia..Chiunque abbia compiuto un simile gesto non è degno di guidarla! Ridateci l’auto di Ste!».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 28 maggio 2016

© RIPRODUZIONE RISERVATA