Pontida, dipendente vince la causa  ma il Comune la licenzia ancora

Pontida, dipendente vince la causa
ma il Comune la licenzia ancora

Contenzioso tra una dipendente e l’amministrazione guidata dal sindaco Carozzi.

Vince la causa con il Comune, ma le notificano un nuovo licenziamento. Un contenzioso senza soluzione quello tra il Comune di Pontida e una sua dipendente, Tarsilla Botti, di Vercurago, assunta nel dicembre 2006 (e candidata sindaco in quota Lega a Vercurago nel 2009). La dipendente, per motivi di salute, si era assentata dal giugno del 2015 per le cure necessarie. Dopo il rientro il 27 maggio scorso è stata sospesa per un mese e poi licenziata. Un licenziamento avvenuto sulla base di due denunce-querele nei suoi confronti da parte del sindaco leghista Luigi Carozzi, come si legge nell’ordinanza del giudice del lavoro di Bergamo, «il 6 aprile 2016 per violazione del segreto d’ufficio e diffamazione, in relazione ad un mail inviata dalla stessa al segretario della Lega Nord e da questi inoltrata al sindaco, in difesa di una collega che rischiava il licenziamento». Altra contestazione per avere lavorato da casa dal 9 settembre 2015, durante il periodo in cui era stata assente per malattia, grazie ad un collegamento non autorizzato. E poi per una risposta data «al di fuori dei suoi poteri e delle sue attribuzioni». Su quest’ultima denuncia-querela la dipendente era accusata di aver usurpato le sue funzioni per aver firmato, rientrata al lavoro, la risposta ad un consigliere di minoranza come responsabile del settore economico finanziario, funzioni che il sindaco aveva nel frattempo assegnato al segretario comunale.

Il giudice del lavoro ha stabilito il 22 aprile che «la Botti dovrà essere reintegrata nel suo posto di lavoro e il Comune di Pontida le dovrà risarcire il danno con un’indennità pari alle retribuzioni dal licenziamento alla reintegrazione». Ma questa decisione non ha risolto la controversia: giovedì 27 aprile alle 14 alla dipendente è stato notificato dal messo comunale un nuovo licenziamento. «Le motivazioni – spiega Botti – sono legate al mancato rispetto dell’orario di lavoro e altri rilievi che non corrispondono al vero: provvederò ad impugnare per essere reintegrata». Il sindaco Carozzi sulla vicenda non ha voluto rilasciare dichiarazioni.


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 28 aprile

© RIPRODUZIONE RISERVATA