Sequestrati i conti della Lega
«Ma faremo Pontida a tutti i costi»

Provvedimento del Tribunale di Genova per il caso dei rimborsi elettorali. Bloccati i conti anche a Bergamo. La rabbia di Salvini.

«Pontida la facciamo anche a costo di pagarla di tasca nostra». Parole del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha convocato una conferenza stampa urgente a Montecitorio annunciando il sequestro, disposto dal Tribunale di Genova, dei conti correnti di diverse federazioni leghiste «tra cui Bergamo, Imperia, Bologna, Sanremo e Trento». Un provvedimento che mette a rischio lo svolgimento del tradizionale raduno nel pratone di Pontida, in programma domenica 17 settembre, ma che i leghisti vogliono fare «a tutti i costi» come ha evidenziato il senatore bergamasco Giacomo Stucchi.

La richiesta della Procura era partita nelle scorse settimane dopo che il Tribunale aveva disposto la confisca diretta di oltre 48 milioni al Carroccio a seguito della condanna di Umberto Bossi, Francesco Belsito e altri cinque imputati per il caso dei rimborsi elettorali tra il 2008 e il 2010. Secondo l’accusa, i vertici del partito avrebbero ottenuto i rimborsi elettorali con documentazioni artefatte, fondi che poi sarebbero stati utilizzati in gran parte per spese non istituzionali. «Quello emesso dal Tribunale è un sequestro preventivo provvisorio. Se la sentenza di condanna di primo grado dovesse essere ribaltata in appello o in Cassazione, i soldi verranno restituiti», ha chiarito ieri sera all’Ansa il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi.

E ancora Salvini: «C’è chi, usando un pezzettino di magistratura, vuole mettere il bavaglio al dissenso, ad alcuni milioni di italiani che credono nella Lega. Forse dava fastidio che tanti militanti da tutta Italia venissero a Pontida, per una grande giornata di libertà, ma noi andremo tutti a Pontida anche a costo di pagarla di tasca nostra».

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