Bronzi da viaggio

di Giorgio Gandola

C’è un argomento che ribolle sotto traccia e sta scatenando polemiche perfino antropologiche nella pancia della rete, grande come la balena di Pinocchio: l’opportunità di trasferire a Milano i Bronzi di Riace

Bronzi da viaggio

di Giorgio Gandola

C’è un argomento che ribolle sotto traccia e sta scatenando polemiche perfino antropologiche nella pancia della rete, grande come la balena di Pinocchio: l’opportunità di trasferire a Milano i Bronzi di Riace per far loro sostenere il ruolo di corazzieri dell’Expo. Il tema è stato lanciato la scorsa settimana con la richiesta di Vittorio Sgarbi in qualità di ambasciatore della rassegna per le Belle arti.

La risposta della Regione Calabria, che custodisce i capolavori, è stata un no gridato a squarciagola. Il premier Renzi ci ha messo del suo: «Muoverli non ha senso, piuttosto mandiamo i turisti Expo da Milano alla Calabria». Il governatore lombardo Roberto Maroni ha commentato al peperoncino: «Fa i capricci come i bambini, ha detto bene l’Economist». E per chiudere degnamente la baruffa, mentre il ministero deciderà sul da farsi, stanno volando le querele fra Milano e Reggio Calabria.

Tutto questo viene dibattuto con sanguigno senso di appartenenza dai frequentatori del web, con una divisione Nord-Sud che neanche al tempo di Verona-Napoli con Maradona in campo. Due esempi: «Dopo averci affamati ci volete portare via anche le opere d’arte». «Paghiamo le tasse anche per voi, un po’ ci spettano». La faccenda mette tristezza, anche perché l’impatto dei due guerrieri riemersi dal mare è mondiale esattamente come l’Expo ed è giusto che il Paese si senta unito almeno in quei sei mesi dalla necessità di fare bella figura. A meno di non volersi arrendere a chi sostiene che di Italie ce ne sono tante.

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