Casa Italia

«Lo Stato ha cominciato dagli immobili a tagliare sprechi e inefficienze con una riduzione di spazi: per farlo ha speso sette miliardi e mezzo, ma è riuscito a dimezzare quasi (45%) i palazzi e pure i costi».

La notizia sarebbe stupenda se non si trattasse di un altro Stato, il Regno Unito. Gli inglesi sono così, prima o poi quello che dicono, fanno. Da noi capita più raramente e sulla presunta spending review proprio mai.

A qualche mese dall’uscita di scena del commissario (senza manette) Carlo Cottarelli, tutto è fermo e gli sprechi sulle sedi dello Stato restano di granito. Gli immobili dei ministeri in tutta Italia sono 5.700, quelli degli uffici che fanno capo agli stessi ministeri 3.900. Diecimila sedi, un’enormità.

Per esempio quelle del ministero dell’Economia sono suddivise fra commissioni tributarie (103), comandi della Guardia di finanza (102), uffici dell’agenzia delle Entrate (97), Ragionerie territoriali dello Stato (93), dogane (83).

E quelle del ministero della Giustizia? Oltre a procure e tribunali ci sono 109 archivi. I comandi del corpo forestale dello Stato (dipende dal ministero dell’Agricoltura ed è il primo a scricchiolare) sono 98. I Beni culturali hanno 120 fra soprintendenze e archivi di Stato. Si arriva tranquillamente a diecimila senza neppure contare le caserme di polizia e carabinieri, peraltro fondamentali per garantire la sicurezza ai cittadini.

Potete immaginare sovrapposizioni, ridondanze e manutenzioni improbabili. Spesa totale: 21 miliardi nel 2014. Poiché non sembrano bastare gli immobili di proprietà ci sono quelli in affitto. Costo: altri 2 miliardi. A stare stretti.

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