Il passero solitario

Il passero solitario

Chi interroghiamo oggi? Lo sguardo cade sempre su Francesco. Prepariamo un lavoro di gruppo? Ma nell’aula c’è solo Francesco.

Non c’è neppure bisogno di fare l’appello, basta assicurarsi che Francesco sia seduto nel banco. La classe più pazza del mondo è a Nuoro, dove da qualche settimana è iscritto un alunno solo, accudito da quattro maestre. Ovviamente Francesco (che i media hanno stabilito come nome di fantasia) è tutt’altro che felice della situazione, anzi sta attraversando il periodo più triste della sua giovane vita. Eppure è definito dai genitori «un bambino studioso e timido, appassionato di calcio e con tanti amichetti». Il problema è che sono scomparsi tutti e lui si è ritrovato da solo per un gesto di coraggio e tolleranza da parte della sua famiglia.

La storia è semplice. In quella classe, fino a prima di Natale, erano in 15. Uno di loro era molto vivace, troppo vivace e disturbava in continuazione gli altri. In assenza di insegnanti di sostegno, la gestione del ragazzo era sulle spalle di tutti, con inevitabili disagi. I genitori degli altri alunni hanno preferito arrendersi all’evidenza e trasferire i loro figli in istituti diversi, ma il papà di Francesco ha detto no. «Non ci sembrava giusto isolare quel bambino irrequieto, quindi non abbiamo chiesto il trasferimento». E qui arriviamo al paradosso finale: quando anche il «bambino irrequieto» se ne va, Francesco rimane solo nella grande aula vuota. Un passero solitario. Col risultato che adesso piange e non vorrebbe più andare a scuola. In quella scuola.Ma non può, perchè altrove i posti liberi sono finiti. E soprattutto perché la preside, spaventata all’idea di dover sopprimere la classe, nega il nullaosta. Consigliamo un tema: «Come la burocrazia rovina perfino l’infanzia».


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Giorgio Gandola Direttore de L'Eco di Bergamo

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