La persecuzione telefonica

La persecuzione telefonica

Ti bombardano a tutte le ore del giorno. E tutti i giorni. Sul fisso, sul cellulare, dovunque tu sia. Che ti vogliano vendere divani o vino già è irritante, ma quando si tratta di telefono, luce o gas, che sono servizi necessari, il fastidio diventa rabbia.

Esasperazione per questa invadenza che nessuna autorità nazionale si cura di arginare. Qui non si tratta di mercato libero ma di un assedio alla vita privata delle persone in nome di un mercato selvaggio.

Un mercato che spinge le sue armi psicologiche sempre più al limite della legalità, quando non lo varca. Come mi è successo l ’altro pomeriggio: squilla il telefono, una signorina con accento straniero mi comunica che dal primo del mese il mio contatore dell’energia elettrica è stato riprogrammato in base a una nuova tariffa che mi farà risparmiare.

Chiedo chi sia stato e come ci si permetta di farlo senza preavviso. La storia mi puzza subito di bruciato. La signorina dice di chiamare per conto di Edison e che a preavvisarmi avrebbe dovuto pensarci il mio fornitore locale. Mi sembra un tentativo confuso di fregarmi. Ribatto che la luce me la dà Enel e di lì non mi muovo.

Piuttosto alterato invito la signorina a non continuare perché siamo di fronte a un tentativo di truffa. A quel punto sposta il tiro e cerca di spiegare che vuole propormi una tariffa più conveniente. Propormi è un conto, dirmi che si è intervenuti sul mio contatore è un altro.

Vi risparmio il seguito. Può darsi che si sia spacciata per un call center incaricato da Edison, ma il punto è un altro, visto che dall’Autorità per l’energia elettrica mi hanno risposto che ogni giorno ricevono centinaia di denunce come la mia ma non possono fare nulla «perché il mercato è libero»: in questo Paese qualcuno si decide a mettere delle regole credibili?

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