L’Europa sprecona che fa le pulci

L’Europa sprecona
che fa le pulci

L’Europa fa le pulci al Club Méditerranée (Italia, Francia, Spagna, Grecia) a pranzo e a cena, costringendo questi Paesi a manovre correttive, a incassare reprimende, a fare i compiti a casa, a organizzare cure dimagranti. «Il debito è alto, l’economia non riparte, il rigore è necessario», ripetono da Bruxelles come se si trattasse di una sinfonia.

Già, ma chi ha il coraggio di fare le pulci all’Europa? A ben vedere, l’organismo legislativo che governa il continente ammonta sprechi che farebbero rabbrividire la Regione Sicilia. Ed è tutto dire. Qualche esempio. Per mettere d’accordo francesi e tedeschi, si decise che le sedi sarebbero state due: Bruxelles e Strasburgo. Così ogni settimana i faldoni delle riunioni di Bruxelles vengono trasferiti a Strasburgo e viceversa. Spesa complessiva annua per i traslochi lampo: 500 milioni.

L’Europa ha 139 sedi di rappresentanza nel mondo, con cinquemila dipendenti per i quali viene stanziato mezzo miliardo l’anno. Di questi cinquemila, 32 fortunati stanno alle isole Figi (costo 3 milioni) e 44 alle Barbados (costo 6 milioni). Il solo dipartimento degli Esteri, nel quale si è insediata Federica Mogherini, costa altri 506 milioni per produrre comunicati e organizzare viaggi.

Ora però l’Europa intende valorizzare la sua e nostra storia. Nel 2015 sarà inaugurata la Casa della Storia europea: costo 31 milioni ai quali vanno aggiunti gli 11,5 necessari per gestirla. Con questi numeri oggi sarebbe euroscettico anche De Gasperi.


giorgio.gandola
Giorgio Gandola Direttore de L'Eco di Bergamo

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