Sabato 14 Dicembre 2013

L’onorevole on the road

Jean Lassalle

La politica è una faccenda troppo seria per lasciarla in mano ai politici. È per questo che Jean Lassalle, 58 anni, deputato centrista e sindaco di un paesino nei Pirenei, ha deciso una spettacolare e temporanea interruzione del tran tran parlamentare e, basco della Francia profonda in testa, s’è messo a girare a piedi il Paese per tastare gli umori della gente, parlando così con l’uomo della strada: 6 mila chilometri in 230 giorni di marcia.

A forza di battere il marciapiede è andato a sbattere contro la benvenuta realtà. Sembra una cronaca lunare e sentite il resoconto alla «Stampa» dell’onorevole on the road al termine del pellegrinaggio fra i comuni mortali, con l’avvertenza che la Francia non è ancora l’Italia: «La gente ci detesta e non si sente ascoltata. Nessuno capisce perché il debito pubblico sia così enorme e come sia potuto succedere e perché, pagando più tasse, non diminuisca. I francesi non si sentono più comunità, non sanno perché vivono insieme».

E l’Europa? «Sono furiosi: a loro è stato fatto credere che l’Ue avrebbe portato benessere e invece devono pagare i debiti delle banche». I mai contenti potrebbero obiettare che non era necessario il bagno di umiltà itinerante per scoprire ciò che è ovvio. In ogni caso onore al merito di Jean con l’augurio che il tuffo terra-terra sia contagioso anche per altri notabilati. E qui peschiamo a caso: manager da business school o qualche economista che va per la maggiore, di quelli che predicano sempre agli altri il dovere di tirar cinghia. Non chiediamo il porta a porta alla Jean: basterebbe che lasciassero un attimo il loro universo dorato per entrare in un supermarket. Dove abita la realtà.

Franco Cattaneo

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