Napule è
Napoli

Napule è

Querelato. Non è facile la vita da inviato speciale di Massimo Giletti, che da quando ha deciso di alzare i toni del suo programma (L’Arena su Raiuno) si è attirato i fulmini di mezzo mondo.

Criticato per l’intervista a un guerrigliero dell’Isis catturato dai curdi, multato dall’azienda per aver gettato per terra un libro di Mario Capanna (era indignato per la difesa che l’ex katanga faceva del suo vitalizio da casta), qualche giorno fa è stato querelato dal sindaco di Napoli De Magistris per aver detto che «se lei esce dalla stazione centrale trova immondizia in tutti i vicoli».

Ci pare diritto di critica, se non addirittura diritto di cronaca - evocare l’immondizia a Napoli è banale, lo cantava pure Pino Daniele («Napule è ’na carta sporca») -, sta di fatto che il conduttore dalla mascella volitiva si è acchiappato una denuncia per diffamazione dal Comune firmata dal sindaco. Il quale, nell’intento di mettere le mani avanti come di solito usano fare i paladini, ha aggiunto che utilizzerà il denaro del risarcimento per migliorare «l’igiene urbana cittadina». Di fatto ammettendo la critica.

Ma il paradosso è un altro. Erri De Luca, napoletano doc, si è schierato a fianco del suo sindaco sottolineando che «la querela serve a moderare i termini di quelli che si allargano; le accuse su Napoli che vengono da fuori sono stonate». Noi non abbiamo un grande orecchio, ma ci pare che il più stonato sia proprio lui, che non più tardi di tre settimane fa in aula a Torino rivendicava la libertà di parola (anche pesante) riguardo agli assalti ai cantieri della Tav. Pensavamo che si riferisse alla libertà generale, invece come tutti i narcisi aveva a cuore solo la sua.


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