Café Racer Yamaha «El Ratón Asesino»

Café Racer Yamaha
«El Ratón Asesino»

Terzo progetto in cinque anni con Yamaha per il celebre customizzatore Marcus Walz . Il preparatore tedesco ha presentato a fine anno l’ultima sua opera: una nuova concept bike basata su Yamaha XV950.

Il risultato si chiama «El Ratón Asesino», si tratta di una Café Racer ispirata ai periodi d’oro delle competizioni, gli indimenticabili anni ’70, quando piloti del calibro di Kenny Roberts impressero la celebre grafica speedblock nella mente e nell’anima dei motociclisti di tutto il mondo.

«El Ratón Asesino» ha un design minimalista, con linee pulite e una struttura essenziale. Walz ha trasformato la parte posteriore della potente bicilindrica giapponese per disegnare una classica sagoma da Café Racer, modificando il forcellone e costruendo, ex novo, un telaietto personalizzato.

Yamaha: «El Raton Asesino»

Yamaha: «El Raton Asesino»

Al posto delle classiche luci posteriori ci sono ora mini led integrati nel telaio, il codone è custom e la sella è in pelle con cuciture a vista. Passando all’anteriore, il customizer di Heidelberg ha creato ad hoc la carena per il faro, il parafango anteriore con relativo supporto e il serbatoio è stato modellato a mano con un bocchettone di rifornimento in stile Monza.

Completamente nuova l’esperienza di guida grazie alla modifica della sospensione anteriore Ohlins, ribassata e con molle progressive originali, completamente regolabile. I cerchi sono prototipi in magnesio stampati artigianalmente da Mavic con adattatori custom pensati da Walz. L’assetto del retrotreno cambia la dinamica di guida perché offre ora una posizione in sella più sportiva ed il look da café racer si conferma nei semimanubri Lsl sui quali sono montati il comando gas rapido, il blocchetto comandi custom, la pompa del freno e le leve di frizione e freno regolabili con terminali personalizzati.

Proprio di fronte al casco del pilota c’è il contagiri Moto Gadget «Tiny». Il cuore di questa nuova XV950 Yard Built non passa inosservato, con coperture teste cilindri e carter motore custom, così come il collettore che confluisce nello scarico SC-Project. E per ottenere un look ridotto all’osso Walz ha tolto ABS e batteria, realizzando un impianto elettrico nascosto nel serbatoio e alimentato da una minuscola batteria al litio da 400 grammi in stile MotoGp incorporata nel codone. Anche il blocchetto d’accensione sparisce, sostituito da un adattatore, con un ulteriore riduzione del peso. Unica anche la livrea retrò, un blu chiaro impreziosito da filetti e, naturalmente, dalla grafica speedblock.

Sergio Villa


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