Motoregolarità È rinata l’Swm

Motoregolarità
È rinata l’Swm

Caspita che confusione ! È rinata l’Swm ma mancano Petrogalli, Rottigni, Brissoni e Gagni. Allo stand Eicma di Milano, compare, insieme a sei modelli firmati Swm, Ampelio Macchi, capace ingegnere ex Cagiva, Husqvarna e Aprilia, ma in ufficio a mettere i danè ci sono i cinesi.

Mettiamo ordine, per chi è cresciuto negli anni ruggenti della motoregolarità, Petrogalli, Rottigni, Brissoni e Gagni sono i vincitori del Vaso d’argento nella durissima Sei Giorni svoltasi nel 1975 all’Isola di Man e l’Swm è quella di Sironi e Vergani che con le proprie iniziali fondarono il marchio negli anni 70.

Ora il marchio rinasce ed è una bella notizia, i finanziatori manco a dirlo sono cinesi ma il nuovo quartier generale è nel Varesotto, nell’ ex stabilimento Husqvarna, precisamente a Cassinetta di Biandronno. Sono state sei le nuove Swm viste a Milano, due in particolare , hanno attirato maggiormente l’attenzione.

La prima sarà il cavallo di battaglia della rinascita, si chiama Swm Silver Vase, ed è una monocilindrica 440cc 4 tempi raffreddata ad aria con avviamento elettrico e a pedale . Lo stile di questa moto è da scambler puro , manubrio largo di inspirazione moto da cross anni ’70, pneumatici tassellatati e due scarichi alti che corrono sul lato destro parallelamente all’asfalto.

La Swm, marchio che ha fatto la storia della motoregolarità

La Swm, marchio che ha fatto la storia della motoregolarità

L’altra protagonista è stata la Swm Gran Milan Special. Questa moto è nata con lo scopo di incuriosire ma il riscontro del pubblico potrebbe fare concretizzare anche questo modello. Rispetto alla versione scrambler classica, questa special ,differisce per le finiture di alto livello, per le sospensioni prese in prestito da moto da corsa, e per la verniciatura speciale sui toni del bronzo opaco. La Swm Gran Milan 440 Special con i semi manubri anni ’60, il freno a disco posteriore e le gomme a profilo molto sportivo da strada è la prima Swm stradale.

Le altre Swm presenti all’Eicma erano: l’enduro RS 300 R, e la sorella Swm 500 R, leggerissime, rispettivamente 107 e 112 kg, che monteranno motori bialbero a 4 valvole da 297,6 e 501 cm3 a carter secco di derivazione Husqvarna raffreddati a liquido e alimentati ad iniezione elettronica con forcella Marzocchi e il mono posteriore Sachs, esattamente come quelli della Swm Supermotard SM 450 R, che monterà però le classiche ruote da 17”. La Swm Superdual 650 sarà invece meno estrema e più votata al turismo, con cerchio anteriore da 19”, serbatoio da 12 litri, ruote in lega e motore da 600 cm3 tondi. La produzione delle prime moto avverrà tra un anno e le prime consegne saranno a gennaio 2016.

Se nel 1975 non c’eravate ancora, se l’acquisterete o se la vedrete solo passare, emozionatevi ! Questo marchio ha scritto pagine mitiche della storia delle ruote tassellate. Ps: spero sia affidabile come la sua progenitrice!

Sergio Villa


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