Il pensionato di Vaprio Salvini e la Meloni

Il pensionato di Vaprio
Salvini e la Meloni

Col pensionato Francesco Sicignano da Vaprio d’Adda, quello che tiene la pistola sul comodino e perciò ha sparato all’albanese che gli era entrato in casa, uccidendolo, la strana coppia più bella del mondo – Salvini&Meloni – ha indubbiamente fatto centro. Da quando è accaduto il fatto, Sicignano è una furia. Basta mettergli il microfono sotto il naso, e buonanotte. Inutile ripercorrere la sua escalation, culminata – fra gli applausi del pubblico, in uno studio televisivo – con un’intemerata a base di offese e volgarità per lo più all’indirizzo dell’unico giornalista presente non consenziente, che ne è uscito con ben poco onore.

In realtà, l’interessato avrebbe dovuto difendersi un po’ meglio. Il tutto – comunque – con l’approvazione partecipata della componente maschile della coppia di fatto di cui sopra, mister Salvini appunto. Preoccupante, davvero. Chiaro come il sole che Sicignano ha capito immediatamente l’antifona: la politica è caduta così in basso da considerare la sua situazione un’occasione, che va sfruttata. E all’irascibile intervistato non importa niente dell’ipotesi di reato (omicidio volontario, se sarà confermato che ha premuto il grilletto con l’arma dall’alto in basso, col ladro in fuga, cioè). Il contrattacco s’organizza non ricordando che uno può perdere la testa, in certi casi, bensì esibendo picchi di violenza verbale inquietanti.

Il metodo, inaugurato da Bossi e proseguito dal suo baldo successore alla guida della Lega, è collaudatissimo. Purtroppo nell’indifferenza generale. Tanto quest’esuberanze sono semplici battute, s’è sempre detto. Se prossimamente il nostro pensionato, trasformatosi in eroico giustiziere, siederà in parlamento, insomma, nessuna sorpresa. Gl’illustri predecessori non mancano. Salvini&Meloni, tuttavia, quest’ineffabile alleanza sull’asse Milano-Roma, merita d’essere approfondita. Sebbene milanesi e romani si detestino cordialmente, la realpolitik esige almeno un armistizio. Sicché lui, quest’estate, ci ha provato con la periferia romana, che protestava contro l’immigrazione. Respinto abbastanza nettamente. Poco male, tanto Matteo la sua plaudente platea già ce l’ha. Lei invece deve partire alla conquista, Fratelli d’Italia al Nord chi la conosce?

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