Il ritorno di Grillo tra rancore e disegni
ITALIA. Rieccolo, si sarebbe detto un tempo. Riecco emergere dal dimenticatoio Beppe Grillo l’immarcescibile.
ITALIA. Rieccolo, si sarebbe detto un tempo. Riecco emergere dal dimenticatoio Beppe Grillo l’immarcescibile.
ITALIA. Dopo i fatti della Val di Susa e della morte a Bologna del quarantenne marocchino Abderrahim Fakir, è sempre più evidente che la campagna elettorale via via si giocherà in gran parte proprio sui temi della sicurezza e della lotta all’immigrazione illegale in uno scontro senza esclusione di colpi tra destra e sinistra.
ITALIA. Ai blocchi di partenza di una campagna elettorale che si annuncia lunga e infuocata, lo scenario politico si presenta dominato da una grande incertezza.
MONDO. Giorgia Meloni si è trovata ieri sera (7 luglio) allo stesso tavolo di Donald Trump e del turco Recep Erdogan in compagnia del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, del premier dimissionario britannico Keir Starmer e del segretario generale della Nato Mark Rutte.
MONDO. L’ormai famoso «ordine restrittivo» invocato da Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni, sarcasticamente raffigurata come una povera e molesta supplice alla corte del re, può essere interpretato in due modi.
ITALIA. Giorgia Meloni si trova di fronte a un bivio cruciale, costretta ancora una volta a reinventare se stessa e la postura del suo governo.
ITALIA. Alla fine anche l’ultimo tabù, il più nevralgico, è stato rotto: Giorgia Meloni ha messo in chiaro l’obiettivo di poter eleggere, per la prima volta, alla presidenza della Repubblica un esponente della destra. Ambizione certo legittima, anche se forse non particolarmente elegante sul piano istituzionale.
ITALIA. Il Parlamento torna a fare i conti con la legge elettorale: dal 7 al 9 luglio si voterà la riforma presentata dalla maggioranza. Il punto più difficile da risolvere nei prossimi giorni riguarda le preferenze, escluse sin dalla legge del 1993 che porta il nome di Mattarella: all’epoca erano considerate il motore della corruzione e del clientelismo, e per questo la «Seconda Repubblica» le…
MONDO. Al vertice Nato di Ankara agli italiani verrà chiesto degli impegni sottoscritti. Il governo Meloni ha cercato di inserire le spese infrastrutturali nel conto finale. Ma a Washington guardano al cash versato alle loro industrie di armamenti.
ITALIA. Il generale Roberto Vannacci e i suoi «futuristi» dovranno raccogliere ben 500mila firme per presentare la propria lista di candidati alle prossime elezioni politiche. Lo prevede la legge vigente (per non dover raccogliere le firme occorre essere presenti con un gruppo alla Camera e al Senato fin dall’inizio della legislatura) che su questo punto non sarà cambiata.
MONDO. Ieri a Berlino con Merz, Macron, Starmer e Tusk per l’E5, oggi a Cap d’Antibes con il solo Emmanuel Macron per un bilaterale: Giorgia Meloni incontra i partner europei dopo la bufera del ripetuto botta e risposta con Trump.
MONDO. Giorgia Meloni è fermamente decisa a non rovinare ulteriormente, almeno da parte sua, il rapporto con Donald Trump, e per questo il suo orientamento è non rispondere ad ulteriori (e sempre possibili) nuovi attacchi del tycoon, nemico dei suoi alleati e «condiscendente» con i suoi nemici, per usare le parole della premier.
ITALIA. Siamo di fronte a una nobile guerra delle idee o a una ben più prosaica conta dei numeri? È questo l’interrogativo che investe i palazzi della politica davanti all’esplosione del fenomeno «Futuro Nazionale».
MONDO. Era da tempo che Giorgia Meloni aveva rinunciato al suo sogno di essere l’interlocutore privilegiato, per via della consonanza ideologica, dell’Amministrazione americana. Il duro botta e risposta con Trump sul Papa e sullo Stretto di Hormuz avevano fatto svanire progetti irrealistici di fronte all’imprevedibilità di Trump.
ITALIA. La notizia politica del giorno è una sola: Vannacci ha superato Salvini, Futuro Nazionale è al 5,9%, la Lega al 5,8%. Un’inezia, dirà il lettore.
MONDO. Il presidente americano non è affatto pentito di aver scatenato una crisi energetica globale, attaccando l’Iran senza consultarsi con gli alleati.
ITALIA. Entra nel vivo la discussione in Commissione sulla riforma elettorale proposta dal centrodestra.
ITALIA. È evidente che si è aperta a destra una competizione fra chi intercetta (o recupera) il posizionamento, e di conseguenza l’elettorato, più estremo.
ITALIA. La comunicazione alle Camere della premier tra guerra in Ucraina ed equilibri nel centrodestra.
ITALIA. Un altro stop della magistratura, questa volta della Procura di Roma, impresso al cammino per la costruzione del Ponte di Messina, quello che molti chiamano il «ponte di Salvini» per la determinazione con la quale il ministro dei Trasporti punta a fare di quella «grande opera» il simbolo identitario della legislatura di centrodestra e quindi sua e della Lega.