Martedì 26 Gennaio 2010

Tiri liberi sul basket bergamasco
Comark: è sempre colpa di Morandi?

Sdoganato a tempo di record, lo choc per il mancato e più che meritato exploit nel match di due domeniche fa contro la capolista Fortitudo Bologna non deve passare inosservato. Veramente bravi, dunque, i watussi della Comark che a distanza di soli otto giorni si sono rivitalizzanti al punto di espugnare il campo di un Brescia, posizionato al quarto posto.

Citazione anche per Simone Morandi al quale va l’inequivocabile merito di aver preparato al meglio, durante la settimana, la squadra e di averla caricata sotto il non meno importante aspetto psicologico. Ci sembra equo, nell’occasione, non dimenticare l’allenatore trevigliese visto che al registrarsi di battute a vuoto della Comark gli vengono puntualmente attribuite da ogni angolo responsabilità, il più delle volte, quanto meno discutibili.

Un esempio su tutti? L’ultima sconfitta contro la Fortitudo: qui nei confronti dello stesso Morandi si è puntato energicamente l’indice per la sua controversa decisione, nel corso del time out, di evitare il fallo negli istanti finali del pur esaltante match. Ma se si fosse vinto? Insomma fammi indovino e ti farò ricco…

L’argomento che tiene adesso banco è il deludente rendimento del talentuoso De Min, che la dirigenza aveva presentato in estate come il colpaccio del mercato della serie A dilettanti. Siamo sicuri che, pure in questo caso, sia da tirare in ballo il coach e non,magari, problematiche di altro genere?

Scendendo di un paio di categorie complimentiamoci senza limiti con la Virtus che allineatasi ai nastri di partenza della regular season con modeste pretese si trova sin dall’inizio nelle sfere nobili della graduatoria. Il sodalizio cittadino sta ripetendo, più o meno, il brillante copione della passata stagione quando addirittura sfiorò il salto in serie B dilettanti (ex B2). Tanto di cappello per l’oculata gestione societaria, alla squadra e al confermatissimo allenatore Alessandro Galli, giovane bergamasco doc, già adocchiato da responsabili di club che vanno per la maggiore.

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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