Venerdì 30 Aprile 2010

Gimondi dice sì a Riccò al Giro
«Ha pagato, è giusto che ci sia»

L'inaugurazione della mostra a Ponte San Pietro, dedicata alla sua grande carriera da sportivo vincente, è stata l'occasione propizia per poter fare quattro chiacchiere con Felice Gimondi. Da un lato osservi i cimeli di una vita: una bici, che un professionista dei giorni nostri si rifiuterebbe di utilizzare anche solo per una sgambata, medaglie, ritagli di giornale e fotografie storiche. Girando lo sguardo ti trovi davanti un campione che ha dato molto per questo sport e ancora continua a seguirlo con passione.

Un'occhiata al passato, ma una anche al presente e al Giro d'Italia che sta per arrivare. Sabato 8 maggio la corsa rosa prenderà il via da Amsterdam con un cronoprologo individuale di 8,4 km: tra i favoriti per il successo finale figurano diversi corridori stranieri. «Aspettiamo gli ultimi giorni per poter capire quali saranno le squadre che prenderanno il via dall'Olanda - afferma Gimondi -. Sicuramente potrebbe essere il Giro adatto per uno scalatore, soprattutto viste le grandi salite presenti nell'ultima settimana di corsa».

I favoriti? «Dopo la vittoria nella Liegi-Bastogne-Liegi farei attenzione a Vinokourov: se mantiene la forma mostrata in Belgio potrebbe essere la sorpresa, anche se le salite difficili non lo aiutano. Attenzione poi a Sastre, che uno dei migliori quando la strada inizia a salire e al campione del mondo Cadel Evans, che ha dimostrato di essere in forma nelle classiche del Nord».

Il riferimento all'incertezza sugli iscritti riguarda un nome su tutti: Riccardo Riccò. «Tra gli italiani vedrei bene Riccardo Riccò. Ha scontato la squalifica ed è uno dei più forti: se fosse per me sarebbe al via della corsa». Il nome del ciclista emiliano, vincitore di due tappe alla Settimana Lombarda 2010 (Lumezzane e Bergamo), è la scintilla che permette di discutere insieme al sedrinese del momento che il ciclismo sta attraversando.

«I fischi all'indirizzo di Vinokourov dopo la vittoria a Liegi mi hanno lasciato perplesso. Se uno è pulito e ha scontato la propria pena non vedo perché non possa avere una seconda chance». Tra i nomi chiamati in causa per la vittoria finale del Giro d'Italia, Gimondi sembra lasciare poco spazio a corridori di casa nostra: come sta il ciclismo italiano e quello bergamasco in particolare? «Le squadre ci sono - conclude Gimondi - e gli sponsor, nonostante la crisi, non si tirano indietro. Sono diminuite le formazioni perché abbiamo dovuto fare i conti con nuove realtà come Usa e Australia. La grande tradizione ciclistica italiana è rimasta viva. Bergamobici? Non stiamo vivendo uno dei nostri miglior periodi, ma abbiamo giovani e outsider buoni, che cercheranno di trovare lo spazio che meritano».
 Simone Masper

m.sanfilippo

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