Martedì 20 Settembre 2011

Il -6 una risorsa per Colantuono
Motivazione super per l'Atalanta

L'Atalanta è ultimissima e ancora sottozero, ma sta benone: se non fosse per il Calcioscommesse, sarebbe seconda in classifica. Davanti avrebbe solo le quattro squadre a punteggio pieno. Di più: i nerazzurri sono tra le sette squadre che non hanno ancora perso e tra le sei squadre che hanno sempre segnato. Certo, dopo due turni di campionato i dati non possono essere considerati davvero significativi, ma un segnale lo trasmettono: l'Atalanta c'è.

E chissà se per ricordarlo ogni giorno ai suoi giocatori mister Colantuono ha già cominciato ad appendere sulla lavagna degli spogliatoi la classifica del campo davanti alla classifica con la penalizzazione. Prandelli lo faceva con la Fiorentina l'anno dopo Moggiopoli, non sarà successo per quello ma i viola alla fine arrivarono alle soglie della Champions League.

Naturalmente all'Atalanta non succederà di arrivare tanto in alto. Ma è evidente che la squadra in realtà ha molte più chances di salvezza rispetto a quelle che tutti le assegnavamo ad agosto. La sensazione è diffusa anche tra gli osservatori, alcuni autorevolissimi, che hanno visto la squadra all'opera. E deriva soprattutto dall'approccio con cui questa Atalanta ha affrontato i primi impegni di A, contro rivali sulla carta più competitive.

Il merito principale, per quanto sta succedendo, è senza dubbio di Stefano Colantuono. Il tecnico romano, da sempre considerato soprattutto un grande motivatore, sembra sia riuscito a trasformare il -6 iniziale in una formidabile risorsa a disposizione della squadra.

Viste le prestazioni di Genova e con il Palermo l'handicap sembra un vantaggio: il gruppo lo trasforma in energia positiva, affronta qualsiasi avversaria con lo spirito giusto, senza paura, con il sacro fuoco dentro. E i risultati per ora sono impressionanti visto che la squadra ha affrontato due rivali considerate più forti senza condizionamenti psicologici e anche con una spiccata vocazione a costruire gioco. E questo è un altro grande vantaggio, oltre che una positiva evoluzione di Colantuono-allenatore.

Il mister era noto per il suo impatto sulla squadra, obbligata a stare sempre sulla corda, ma non certo per le sue proposte calcistiche. Al gioco a tutti i costi in carriera ha sempre preferito i risultati, che soprattutto a Bergamo non gli sono mai mancati. La serie B dell'anno scorso non è lontana, ce la ricordiamo tutti: tanti, tantissimi punti e obiettivo raggiunto, ma poco spettacolo rispetto alle attese e ai valori della squadra rispetto alle rivali.

Ebbene l'Atalanta attuale sembra tutta un'altra storia. E non è solo perché abbiamo ritrovato la serie A. Nell'anno dei 50 punti con Colantuono l'Atalanta giocava di forza e contropiede, e aveva Doni in grado di fare la differenza. Questa squadra, invece, non ha il grandissimo campione e meno ancora ha la forza fisica del gruppo 2006-2007. Ma ha già dimostrato di puntare su uno spirito di gruppo che si concretizza nel produrre gioco.

Intensità, fraseggio, palla a terra. Sono i principi enunciati da Colantuono a inizio stagione, ma poi i fatti di solito sono diversi. Nessun dubbio sull'intensità, ma l'Atalanta sa davvero fare anche il resto. Fraseggio e palla a terra. E se la palla a terra i più diffidenti la possono considerare una necessità, dato che dalla metà campo in su non hai centimetri e punti su Moralez (159 centimetri), il fraseggio sta diventando un bel segno distintivo.

Perché quest'Atalanta gioca a calcio, e questo è evidente. Magari per forza, o per incoscienza, visto l'handicap iniziale. Ma gioca a calcio, e il merito va riconosciuto a chi ha il compito di organizzarla. Poi magari con Lecce e Novara andrà male, ma per evitarlo sarà decisivo partire da un presupposto: facciamo calcio. Poi deciderà il campo.

Pietro Serina

m.sanfilippo

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