Lunedì 02 Aprile 2012

Masiello già indagato da mesi
Non scende in campo da gennaio

Andrea Masiello era già invischiato nell'inchiesta sul Calcioscommesse e da gennaio, pur essendo in forze dalla scorsa estate nell'Atalanta, la società nerazzurra ha deciso di non utilizzarlo più in campo. Il giocatore continuava ad allenarsi a Zingonia: da quando l'inchiesta l'aveva investito ha continuato ad allenarsi, saltando le sedute solo quando si doveva assentare per rispondere agli organi competenti sul Calcioscommesse.

Lazio-Atalanta del 15 gennaio è stata la sua ultima partita. Prima le aveva giocate tutte, saltandone solo una per squalifica. Dopo Roma la società, in accordo con l'allenatore, ha deciso di non convocarlo più finché non avrebbe ritrovato la serenità necessaria per giocare. Già con la Lazio infatti era stato protagonista dell'episodio del rigore che aveva avviato la vittoria dei padroni di casa e si era capito che Masiello non era tranquillo, non era il Masiello sicuro e affidabile della prima parte di campionato. Da quella partita non è più stato convocato.

Prima dell'arresto nella mattinata del 2 aprile, Masiello era stato interrogato l'ultima volta a Bari lo scorso 24 febbraio. Due diversi gruppi di scommettitori, entrambi a lui vicini, avrebbero «fatto a gara» per arrivare a Bologna e partecipare alla presunta combine in vista della partita con il Bari del 22 maggio 2011, finita 0-4. A riferirlo è stato proprio il giocatore atalantino agli inquirenti baresi e ai carabinieri baresi del nucleo investigativo.
Masiello era infatti già da mesi tra gli indagati nell'inchiesta della procura di Bari sul Calcioscommesse. I due «gruppi» di cui Masiello parla, entrambi baresi, stando al racconto dell'ex difensore del Bari avrebbero quindi tentato di prendere accordi con qualcuno del Bologna, probabilmente con il difensore Daniele Portanova, già sentito come indagato su questo episodio. Stralci del verbale d'interrogatorio di Masiello sarebbero quindi stati letti dagli inquirenti durante l'interrogatorio del 2 marzo scorso a Nico De Tullio, ex titolare di alcune agenzie di scommesse e noto ristoratore barese, tirato in ballo da Masiello come componente di uno dei due gruppi. De Tullio avrebbe smentito quei fatti, raccontando agli investigatori di aver avuto sospetti che la partita Bologna-Bari sarebbe stata truccata, ma di non essersi recato a Bologna per incontrare Portanova. Nei giorni immediatamente precedenti il 22 maggio, De Tullio sarebbe andato a Bologna - questo il racconto - per incontrare scommettitori bolognesi e avrebbe poi incrociato a un casello autostradale l'auto con i tre «amici» di Masiello diretti proprio a Bologna. Sull'episodio sono stati sentiti nelle scorse settimane due di quei tre «amici» che avrebbero confermato di essere stati mandati a Bologna da Masiello per incontrare Portanova ma di aver ricevuto un rifiuto dal difensore della squadra emiliana. È poi emerso che Masiello avrebbe commissionato diverse scommesse sul pareggio di Udinese-Bari del 9 maggio 2010, finita 3-3, nell'agenzia di De Tullio, indagato nel capoluogo pugliese. De Tullio, ascoltato dagli investigatori baresi, avrebbe confermato questa circostanza, chiarendo che su quella partita Masiello aveva commissionato scommesse nelle sue agenzie su un pareggio (risultato effettivamente conseguito), e non sull'over come trapelato fino a questo momento. Da quelle scommesse Masiello avrebbe guadagnato 8 mila euro, ha raccontato De Tullio ai carabinieri, ritirati proprio dalle sue mani nei pressi del suo ristorante.

fa.tinaglia

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