Lunedì 23 Settembre 2013

Salvò tanti ebrei dall'olocausto
Bartali è «Giusto fra le nazioni»

Lo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'olocausto, ha dichiarato Gino Bartali «Giusto fra le nazioni». Il riconoscimento, deciso lo scorso 7 luglio e ufficializzato lunedì 23 settembre, è un omaggio all'ex corridore per il suo impegno a favore degli ebrei durante l'occupazione nazista in Italia nel settembre 1943.

Bartali, nato a Firenze nel 1914 e morto nel 2000, è stato fra i più grandi campioni del ciclismo italiano, aggiudicandosi per tre volte il Giro d'Italia (1936, 1937 e 1946) e due Tour de France (1938 e 1948).

"Il riconoscimento attribuito a Gino Bartali rappresenta un onore per il nostro Paese". È il commento del ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport, Graziano Delrio, all'assegnazione al campione toscano di ciclismo del titolo.

"I mondiali di ciclismo a Firenze, proprio nella sua terra - aggiunge il Ministro - sono il miglior modo per ricordare un campione di sport e di vita come è stato Gino Bartali".

"Gino Bartali è stato un campione immenso, sui pedali e nella vita. Il riconoscimento dello Yad Vashem è il giusto premio per una vicenda umana esemplare": lo afferma Guido Vitale, direttore della redazione di Pagine Ebraiche, il mensile dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane protagonista di rivelazioni inedite sul coraggio del ciclista durante il nazifascismo.

A partire dalla testimonianza di Giorgio Goldenberg, il piccolo ebreo fiumano che ad Adam Smulevich raccontò di essere stato nascosto in un appartamento di proprietà del campionissimo in via del Bandino a Firenze.

"Sono vivo perché Bartali ci nascose in cantina", spiegò Goldenberg, 81 anni, oggi residente in Israele a Kfar Saba. Arriva da Pagine Ebraiche anche la testimonianza di Giulia Donati, 91 anni, nascosta da due sorelle a Lido di Camaiore. Solo incidentalmente, come raccontato al mensile Ucei, non potè beneficiare dell'azione di staffetta clandestina di documenti falsi portata avanti da Bartali nel centro Italia. Il campione nascondeva i documenti, per salvare gli ebrei, nei tubi delle sue biciclette e li portava dove servivano.

r.clemente

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