Lunedì 30 Settembre 2013

Remer alla ricerca di una identità    
Comark, d'obbligo la promozione

Cerchiamo di attribuire in fretta e una volta per tutte, una precisa identità sul conto degli obiettivi della Remer in campionato (inizierà domenica 6). Il tira e molla sulle ambizioni della squadra nel corso del passato torneo alla fine non hanno per nulla premiato.

Di questi tempi c'è discordanza tra le dichiarazioni del presidente Gianfranco Testa e quelle del direttore sportivo Massimo Gritti. Il primo, coniugando una eccessiva prudenza, usa ripetere il termine «salvezza»; l'altro, invece, ha scandito senza timore «playoff». La maggior parte degli addetti ai lavori sta con Gritti, trascorsi da giocatore nel sempre rimpianto Celana e nella Virtus (da poco sponsorizzata Comark) e da un lustro attivo braccio destro del general manager Euclide Insogna. Siamo schierati con Gritti altrimenti perché mai si sarebbe ingaggiato il pivottone Lele Rossi e il regista Tomaso Marino, entrambi garanti di giocate qualitative e di parecchi punti nelle mani (autentici mangia canestri).

Se, poi, pure gli stranieri, l'Usa Gadson e il ceko Kinzlyng dovessero esplodere strada percorrendo i playoff diventerebbero addirittura stretti visto che si accederà anche piazzandosi ottavi/noni in regular season. Ma c'è di più. Per quale razionale motivo, allora, innestare il freno su traguardi più gratificanti alla portata? A meno che, da autolesionisti, si voglia offrire ad allenatore e giocatori allettanti alibi in caso di sconfitte di troppo. Si sa, inoltre, che privilegiare a sproposito la moderazione fa a pugni con il Dna delle tifoserie in genere. Ben altra musica si ascolta in casa Comark Bergamo. Suo portavoce è lo sponsor Massimo Lentsch che con toni chiari e forti va ripetendo la convinzione di poter salire subito alla categoria superiore (divisione nazionale B). Come non dargli torto dopo l'acquisto di Cristiano Masper, etchettato, ragionevolmente, l'«americano della ex serie C»? Nello sport rischi e incognite sono dietro l'angolo ma c'è un limite a ogni cosa. Lentsch, in quattro e quattr'otto ha contagiato staff tecnico e dirigenziale tendenzialmente refrattario a spot e altro in materia. Del resto anche le amichevoli precampionato hanno avallato di gran lunga la potenzialità di un team costruito per non fallire l'auspicato salto.

Arturo Zambaldo

fa.tinaglia

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