Giovedì 28 Maggio 2009

Champions: trionfa il Barcellona
Ecco le immagini più belle

La notte di Messi, di Guardiola e del Barcellona. I nuovi re d'Europa. Il Manchester è stato battuto. A Cristiano Ronaldo non è rimasto che piangere. Mentre l'highlander Ferguson ha dovuto cedere il passo al giovane Pep, uno che ha meno anni di quanti titoli sir Alex abbia in bacheca. E che di trofei, con questa Champions League, ne ha conquistati appena tre: ma tutti nella sua prima stagione da allenatore.

La storia è sua e non dei Red Devils, che avrebbero potuto essere la prima squadra a vincere due Champions di fila. Invece la storia l'ha fatta il Barca. Coppa dei Campioni, Liga e Coppa del Re, quella «tripleta» mai riuscita a nessuno in Spagna.

Conquistata a suon di gol: 103 in 36 partite di campionato, 32 in 13 di Champions, 17 in 9 di Coppa di Spagna. La calcolatrice ha fatto tilt: 153 reti. Le ultime due a quelli che erano i campioni in carica. Destituiti da Eto'o e Messi. Che adesso aspetta anche il Pallone d'oro. Perché si è preso la Coppa da capocannoniere (nove centri), non lasciando nemmeno le briciole al rivale Cristiano Ronaldo nella notte romana.

«Il miglior Barcellona di tutti i tempi». Semplicemente il migliore. Poca fantasia o estrema concretezza di una definizione che lascia negli occhi l'immagine della squadra padrona. Del campo, della Coppa, dei sogni. Del Calcio. Svanito l'urlo degli oltre 40 mila spagnoli che hanno invaso Roma e l'Olimpico, rimane la festa di un gruppo che ha stupito il mondo e fatto a pezzi quelli che sembravano i favoriti, i dominatori, i più forti. E lo erano. Ma i «Tricampeones» non si sono spaventati e hanno «raggiunto la leggenda».

Le prime pagine della stampa spagnola rincorrono l'impresa del Barcellona e coniano giochi di parole, slogan che celebrano il trionfo europeo di una squadra nata per vincere. Una squadra che è «un'opera d'arte», come titola Marca. Non è stata una semplice vittoria ma l'affermazione di un bel modo di fare gioco. Contro il Manchester, i blaugrana avevano in campo sette undicesimi provenienti dal settore giovanile, un record tolto anche a quell'Ajax che negli anni Novanta stupì il mondo con i suoi ragazzi terribili e vincenti. Giovani come Guardiola, nato sotto il segno del calcio e con la buona stella del Barcellona a brillargli in faccia, portato in trionfo sul prato dell'Olimpico dopo che lui ha fatto sognare una città intera. Un uomo che «tocca il cielo», come scrivono in Catalogna.

«La migliore squadra del mondo», dice il Pais. «Il pianeta intero si arrende». E come dargli torto, se si è piegato anche il Manchester United, finora ritenuto il più grande tra i club. E si è dovuto inchinare anche il giocatore che attraeva su di sé gli occhi dei cinque continenti. L'incubo di Cristiano Ronaldo si è trasformato nel sogno più bello di Messi. Sì, Messi il piccoletto, Messi bravo ma non vincente, Messi che salta di testa e la mette in rete, «il volo più dolce», quasi a vendicarsi di quella natura che l'aveva costretto al confronto con il bello e impossibile contornato da modelle e sexy fidanzate.

La sfida nella sfida è stata anche questa: mentre uno si arrende, e si appende, alla punizione di inizio gara e poi sparisce, l'altro cresce e si prende la Coppa con le grandi orecchie. Tutto è grande, adesso anche lui lo è. «Leo ha messo l'Olimpico ai suoi piedi e corre verso il Pallone d'oro», il titolo di Sport. Sempre secondo, dietro Ronaldinho, Kakà e Cristiano Ronaldo: ora però è arrivato il momento per lui di prendere in mano quel trofeo.

«Questa è la vittoria più importante della mia vita, la migliore stagione con tre titoli fondamentali - ha confessato Messi pensando alla strordinaria tripletta del Barcellona -. Sono l'uomo più felice del mondo, per me, la mia famiglia, e il mio Paese».

Anche grazie a lui, il Barcellona ha coronato con un altro successo quello che finora non era mai riuscito a nessuno in Spagna: un tris di vittorie incredibili, una stagione fantastica dopo una deludente e che in nessun segnale faceva presagire un riscatto così grande. Una gioia che ha portato in piazza nella città catalana 80 mila persone ubriache di felicità, un fiume blaugrana che ha salutato anche il ritorno dei propri eroi per festeggiare lungo le strade e poi all'interno del Camp Nou. È stata «victoria total».

m.sanfilippo

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