Lunedì 09 Dicembre 2013

Atalanta, gli errori arbitrali

Non risolvono i flop in trasferta

Disquisire sui torti arbitrali di Verona non porta alcunchè nel fienile. Tutt’al più possono essere serviti nel dopo partita per attenuare la profonda amarezza ingoiata a causa dell’ennesimo flop in trasferta.

Siamo, comunque, convinti che le pur animate puntualizzazioni di Stefano Colantuono, negli spogliatoi del Bentegodi a partita ultimata, verranno sostituite con argomenti e analisi adeguatamente costruttivi subito martedì alla ripresa degli allenamenti. Ci sarà, infatti, da preparare al meglio la trasferta di Genova e scusate se è poco trattandosi di un’altra esibizione lontana dal fortino di viale Giulio Cesare. Bisognerà, del resto, partire proprio dal paio delle incriminate decisioni dei direttori di gara che hanno dato il là alla clamorosa rimonta del team scaligero.

Sì perché a sbagliare, in entrambe le circostanze, sono stati anche capitan Denis e compagni. Nel calcio d’angolo, susseguente al grossolano errore dell’assistente di De Marco, determinante è risultata la palpabile distrazione della difesa nel consegnare sulla testa di Gomez il prezioso pallone del parziale pareggio. Altro mea culpa i nerazzurri se lo devono imputare per il penalty grazie al quale la squadra dell’ex Mandorlini ha incamerato la posta in palio. Al di là se il fallo di Cazzola sia stato originato fuori o appena dentro l’area di rigore perché mai gli atalantini si sono fatti infilare in contropiede lasciando, cioè, solo il compagno a presidiare il reparto arretrato?

Per questi motivi meditare e trovare in fretta le terapie d’urto per rimediare le specifiche storture emerse a Verona rappresenterà l’inizio per cercare di tamponare l’emorragia-trasferte. Auspicabile, poi, che una mano la dia l’infermeria: concedere di nuovo agli avversari di turno il plotone di infortunati, assenti a Verona, sarebbe, a questo punto, esageratamente, troppo.

Arturo Zambaldo

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