Lunedì 08 Settembre 2003

Atletica, spettacolo al «Città di Bergamo»

Come ormai da copione, gran parte della crema giovanile italiana ieri s’è data appuntamento all’ex Coni per il XVI Meeting «Città di Bergamo», e ancora una volta gli appassionati di questa disciplina hanno potuto ammirare una lunghissima serie di gare ad alto livello ed apprezzare le potenzialità di non pochi futuri campioni.

Olimpia e Atletica Leffe possono quindi andar fiere per il gran lavoro organizzativo messo in opera. Inoltre è stato ribadito nella finale di ieri il valore della nuova formula del Grand Prix giovanile d’Italia. In tale contesto molti atleti bergamaschi si sono distinti sia nelle classifiche globali concernenti le sei tappe del circuito, sia nelle gare di ieri.

Nell’ottica generale, Paolo Zanchi ha dominato la classifica del mezzofondo allievi, Elena Scarpellini quella dei salti in elevazione allieve, e Simone Gariboldi quella del fondo, sempre allievi: un terzetto che da tempo appartiene al ghota italiano.

Poi ci sono state le varie gare che componevano il programma del Meeting Città di Bergamo. Gariboldi si confermava il più bravo nei 1.500 sciorinando una galoppata regale in 4’04"52 e mettendo in fila ben 31 avversari, tra i quali Fornoni e Oberti.

Nel lungo cadetti arrivava la più gradita sorpresa in quanto Davide Sirtoli alla fine della prova scovava un salto sui 6 metri netti che metteva ko i favoriti Intra, Magnini, La Naia e il bravo brembatese Asti (5,71). Mbuaka Leta , portacolori di Brembate, non era stata da meno perché conquistava un successo prestigioso con 4,90 superando Savasta , Zani, mentre Viola Cortinovis era buona settima (4,63).

Eccoci ai secondi posti dei nostri atleti. Sui 110 hs allievi Falabretti non si smentiva in 15"42 battuto solo da Colombo . Nel tiro del giavellotto lo stesso si può scrivere per Bonazzi (47,60) che ha lottato fino alla fine col bolognese Ballin . Gli 80 cadette offrivano una battaglia appassionante e Mara Angioletti si arrendeva solo a Mirabella in un ottimo 10"51; bene anche Lazzarini e Veggiato.

Tra gli allievi sono da annoverare quattro terzi posti di valore. Nell’alto il veronese Apolloni vinceva la gara a 2 metri, mettendosi alle spalle il favorito Di Pasquale fermo a 1,97, e il nostro figlio d’arte Davide Marcandelli che saltava alla grande 1,91 e poi si fermava, essendo appena rientrato dalle vacanze, dimostrando comunque tutte le sue potenzialità, così come Padovani che chiudeva al quarto posto, con Caldara sesto. Sulla stessa pedana, ma tra i cadetti, il caravaggino Facchinetti non deludeva l’attesa salendo a 1,72, battuto solo da Diamanti e Catasta , con Carrara sesto. Nel triplo si batteva ancora una volta assai bene Gloria Boisio che con il terzo gradino del podio portava a casa anche un buon salto di 11,03. Combattuti pure i 1500 vinti dalla veronese Benetti (4’51"53) con Giulia Basoli terza in 4’57"45.

Molto attesi erano i 400 per la presenza di Carioli e Zanchi . L’ex Estrada cedeva solo nel finale, ma agguantando bellamente il terzo gradino del podio in 51"05, mentre il nembrese chiudeva alla grande, scontando però una prima metà gara troppo lenta: quarto in 51"09, sebbene la sua specialità preferita sia quella degli 800. Per chiudere l’elenco delle migliori prestazioni bergamasche da sottolineare alcuni piazzamenti al di fuori del podio. Nei 1000 cadetti Gusmini confermava il suo valore battagliando fino alla fine per il successo e chiudendo al quarto posto in 2’41"20, ben supportato da Spinelli, sesto in 2’42"10, e Pezzoli nono.

In campo femminile niente da fare in una gara nervosa contro la mantovana Fusar Imperatore , ma nella bagarre finale si difendevano bene Antonella Liguori , che finiva quinta in 3’10"49, e Tania Oberti , settima in 3’12"47. Sulla pedana dell’alto allieve Monica Redoglio era quinta con un salto di 1,55, mentre l’astista Elena Scarpellini scendeva in gara unicamente per conquistare il trofeo del Grand Prix chiudendo sesta con 1,50. I migliori risultati tecnici della giornata infine erano appannaggio della giavellottista Basaldella (40,51 di giavellotto) e del pesista Mannucci (17,03).

(08/09/2003)

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