Scommesse, Atalanta parte civile contro Doni ma non contro Colantuono
L’aula del processo ancora semivuota: al centro con la cravatta rossa il gup Pierpaolo Beluzzi

Scommesse, Atalanta parte civile
contro Doni ma non contro Colantuono

Si è conclusa verso le 15,30, giovedì 18 febbraio, a Cremona la prima udienza del processo«Last Bet» sul calcioscommesse che vede implicate 115 persone: per loro è stato domandato il rinvio a giudizio, in ballo ci sono anche Cristiano Doni, Stefano Colantuono, Guido Marilungo e il ct della Nazionale Antonio Conte.

In programma c’era l’udienza preliminare con le richieste di costituzione di parte civile. Tra i primi ad arrivare l’avvocato Luigi Chiappero, legale dell’Atalanta, che in mattina aveva commentato «La costituzione di parte civile è quasi una necessità nei confronti di tutti i soggetti» e che in pausa pranzo ha precisato che il club nerazzurro si è costituito parte civile contro Doni e Marilungo, perché per loro l’accusa è di associazione a delinquere, e non contro Colantuono perché l’accusa per il mister in relazione a Crotone-Atalanta, partita tra l’altro che non è stata ancora sentenziata dalla giustizia sportiva, è soltanto di frode.

Presenti anche l’avvocato Guido Camera, difensore di diverse squadre, tra le quali l’AlbinoLeffe, e l’avvocato bergamasco Cesare Di Cintio, legale del Novara. Una curiosità: il pool di squadre difeso da Camera si costituirà parte civile nei confronti di tre associazioni a delinquere, in ballo ci sono alcuni ex giocatori dell’AlbinoLeffe che sono difesi dall’avvocato Edoardo Chiacchio, ovvero il legale che, ai tempi del processo sportivo a carico dell’AlbinoLeffe, riuscì a far ridurre di molto la pesantissima penalizzazione contro il club seriano. Si è saputo che l’AlbinoLeffe si è costituita parte civile contro alcuni suoi ex giocatori, mentre contro altri (tra cui Poloni e Garlini) no.

È stata un’udienza molto lunga e complessa, perché ci sono state ben 121 richieste di costituzione di parti civile, e alla fine il processo è stato aggiornato al 7 marzo, quando si saprà quali richieste sono state accettate e quali no. Intanto si è appreso che sia Colantuono, sia Conte hanno chiesto il rito abbreviato. Lo si è appreso a margine dell’udienza preliminare. Ovviamente il ct della Nazionale vuole arrivare senza preoccupazioni ai campionati Europei. L’avvocato di Colantuono, Marco De Luca, ha fatto sapere però che il suo assistito non ha ancora deciso: il legale punta infatti a un proscioglimento già in udienza preliminare.

La Federazione Italiana Gioco Calcio, nell’udienza preliminare per il calcioscommesse, ha chiesto la costituzione di parte civile contro tutti gli imputati salvo l’allenatore della Nazionale Antonio Conte, il suo secondo quando era tecnico del Siena Angelo Alessio e l’attuale allenatore dell’Udinese, prima all’Atalanta, Stefano Colantuono. A quanto si è saputo (l’udienza si svolge a porte chiuse) la ragione della mancata costituzione sarebbe di natura tecnica, connessa al procedimento davanti alla giustizia sportiva.

Tra i protagonisti della pedata presenti a Cremona (molti non ci sono) c’è anche l’ex portiere della Cremonese e del Benevento Marco Paoloni, colui dal quale prese via l’inchiesta che ha scosso dalle fondamenta il calcio italiano. Fu infatti dal presunto avvelenamento con benzodiazepine versato nelle borracce dei giocatori della Cremonese durante l’intervallo di Cremonese-Paganese di Prima divisione del 14 novembre del 2010 e attribuito allo stesso Paoloni che nacque l’inchiesta.

Fu su denuncia della squadra grigiorossa (un suo giocatore, l’ex AlbinoLeffe Carlo Gervasoni, che fu tra i pentiti del caso, ebbe anche un incidente d’auto per un colpo di sonno causato dall’ansiolitico) che nacquero le indagini della Squadra Mobile e della procura di Cremona che sfociarono nella prima tornata di arresti del giugno del 2011. E nel processo sportivo che causò le penalizzazioni per l’Atalanta.


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