Dai, Atalanta, credici oggi pomeriggio!

L’impresa è simile a quelle di Simone Moro: la scalata di un ottomila. E l’Atalanta non è propriamente un alpinista tra i migliori al mondo. Quest’anno, le imprese non sono il suo forte. Però si sa: nell’arco di ogni stagione, anche di quelle più disgraziate, qualunque squadra almeno una volta riesce pescare il jolly. E allora, con il campionato ormai compromesso, perché non provarci oggi pomeriggio alle 17.30 (partita in diretta su Raidue) a San Siro contro l’Inter, perché non provare a rimontare quell’ingiustissimo 0-1 dell’andata, vincendo con due gol di scarto e guadagnandosi le semifinali? Certo, poi sembrerebbe un beffardo paradosso: Atalanta di fatto con due piedi in B da metà campionato e in semifinale di Coppa Italia. Però, adesso che siamo arrivati fino ai piedi di questo ottomila, perché non provare a mettersi in cammino?

Per farlo, e per credere di poter conquistare la vetta, l’Atalanta questa sera dovrà fare una cosa che forse è più difficile che giocare bene: dimenticare Roma, la Lazio, la papera di Taibi e il gol di Liverani al 90’. Dimenticare, cioè, quel brutto pomeriggio di tre giorni fa in cui, dopo la vittoria contro il Livorno, il treno della speranza pareva potesse ancora fermarsi nella sgangherata stazione di Bergamo.

Perché è chiaro: a San Siro, se si vuol tentare di vincere, bisogna giocare con il coltello fra i denti e con tutti gli attributi in campo. Ma è difficile rialzarsi baldanzosi dopo aver ricevuto una bastonata sulla nuca.

Di fronte all’Atalanta ci sarà la solita multinazionale del nulla, quell’ormai ben nota legione di argentini, turchi, slavi e panchinari di varia estrazione che si chiama Inter. Insomma: un minestrone riscaldato che può far sfracelli, oppure prendersela comoda. Ma che ha comunque e sempre il cilindro pronto nel cappello, come dimostrò Martins all’andata, quando con un’invenzione stese l’Atalanta al termine di una partita giocata bene solo dai bergamaschi, sul campo congelato (oltre che insabbiato, semirizollato, rullato, arato) del Comunale.

E l’Atalanta? Se non altro, questa partita genera curiosità per la formazione che Rossi pare intenzionato a schierare. Con qualche cambio (qualche, perché qui tra infortuni e mancati arrivi di mercato alla rosa manca sempre qualche petalo...) e qualche volto nuovo in campo. Anzitutto Adriano, che dovremmo vedere sulla corsia di sinistra al posto del febbricitante Bellini. Sarà bravo o non sarà bravo, questo brasiliano? Chissà, non lo sanno nemmeno a Palermo. Poi rivedremo Duccio Innocenti spazzolare palloni in difesa, e Biagio Pagano, fresco di gol con l’Under, cavalcare sulla fascia. A centrocampo le alternative sono pochine, dunque spazio ancora a Marcolini e Mingazzini, con l’ipotesi Montolivo finalmente regista, visto che il turno di riposo tocca a Bernardini. E davanti? Ci sarà Sinigaglia, che in campionato dopo il gol al Siena si è un po’ spento, ma di cui conserviamo il ricordo della buona prova di Coppa con la Juve, quando Lazzari - che sarà in panchina ma potrebbe entrare a match in corso - fece tre gol. Bella quella musica. Suonala ancora, Andrea.

(16/02/2005)

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