Don King: riporterò Luca Messi sul ring

Don King arriva alla conferenza stampa con 56’ di ritardo, ma in un attimo, da quel grande istrione qual è sempre stato, alla sua maniera, si fa perdonare così: «Grazie amici, grazie Bergamo, grazie Gentile e Messi. Ho ammirato i gioielli architettonici di Città Alta, la bellezza delle donne e dei bambini bergamaschi. Tutto stupendo: Santa Maria Maggiore, il Duomo. Con don Gilberto Sessantini ho visitato gli scavi del Duomo, fantastici, tanto è vero che ho promesso al presidente Bettoni un mio interessamento per trovare fondi per potenziare i lavori in corso. Ma ciò che più mi ha colpito sono stati i capolavori di Lorenzo Lotto, per me sul piano di Michelangelo». E alla cena è andato oltre: «Donerò 100 mila dollari per i lavori al Duomo».

Insomma Don King (foto Thomas Magni) era entusiasta della nostra città e della nostra gente, ma come gli abbiamo chiesto quali fossero le prospettive pugilistiche di Luca Messi s’è fatto subito serio: «Luca è un campione oltre che amico, e farò di tutto per riaprirgli la strada della grande boxe. Negli Usa lo farò visitare per prima cosa dai più grandi luminari per avere una risposta definitiva sulla sua salute. In seconda battuta cercherò in Italia, poi negli States e in ultima analisi in Europa una federazione che gli dia il benestare per tornare sul ring. Fatto questo, dopo due mesi gli organizzerò un match soft di rientro. Da qui vedremo di arrivare all’incontro che tutti sogniamo, quello con in palio la corona iridata».

Se si giungerà a tanto dove si svolgerà? «In Italia sarebbe il massimo, ma potrebbe essere organizzato anche in America, oppure in Francia, in Germania. Posso già da ora promettere che farò tutto quanto sarà possibile per Luca, che merita di tornare nel giro del pugilato importante, ma dobbiamo partire dalla logica dello Zio Tom: non chiediamoci cosa possa fare Don King per Luca, ma cosa Luca può fare per Don King». Sullo stesso tenore le promesse di Al Bonanni, il coach di Messi negli States: «Prima la salute, poi la boxe. Sono certo che Luca possa ritentare la carta iridata e faremo di tutto per offrirgliela». Don King poi è tornato a parlare d’altro a 360° inziando da chi realmente sia: «Sono solo un valorizzatore delle persone. Prendo un giovane sotto la mia protezione e lavoro affinchè si realizzi appieno. Tutto questo tenendo come basi la fede, l’umiltà, il lavoro. Certe volte ci riesco, altre meno, altre ancora per niente, come in ogni contesto». Si fa molto serio quando gli si chiede uno slogan per la boxe: «Il pugilato rappresenta la punta più alta della nobilità dello sport: l’uomo contro l’uomo senza null’altro». Don King chiude la serata allegramente quando gli domandiamo il perché di quei capelli sempre fonati: «Nulla di strano: quando ho conosciuto la mia amata moglie si sono rizzati così e non si sono più piegati, ma non so se per terrore o altro».(20/03/2007)

© RIPRODUZIONE RISERVATA