«Festeggiamo la fata olimpica» Brembate celebra Giorgia Villa
Giorgia Villa, megaglia d’oro della ginnastica artistica a Buenos Aires

«Festeggiamo la fata olimpica»
Brembate celebra Giorgia Villa

Il Comune di Brembate fa festa con la campionessa di ginnastica artistica Giorgia Villa: 13 medaglie d’oro e il sogno di Tokyo. Appuntamento il 25 novembre.

Ha solo quindici anni e ha vinto tutto nella sua categoria. È la promessa della ginnastica artistica italiana ed è bergamasca, precisamente di Brembate. Lei è Giorgia Villa. Solo negli ultimi mesi si è messa al collo 13 medaglie, la maggior parte d’oro. E a Brembate si preparano a fare festa grande per Giorgia: lo annuncia il Comune che invita il 25 novembre tutti gli appassionati di sport a festeggiare «la fata olimpica» alle 17 al centro sportivo comunale.

Agli Assoluti ha vinto il titolo di campionessa italiana nel concorso generale e alle parallele e ha ottenuto l’argento alla trave e al corpo libero; agli Europei di Glasgow, per la categoria junior, è salita sul gradino più alto con la squadra e nell’individuale all around e nella trave e sul secondo gradino nel corpo libero e nel volteggio; infine, alle recenti Olimpiadi giovanili a Buenos Aires ha ottenuto il metallo più prezioso nel concorso generale, risultato mai raggiunto da nessuna italiana nella competizione a cinque cerchi, nel volteggio e nel corpo libero e l’argento alle parallele.

Un vero talento dagli occhi dolcissimi e dall’indole riservata fuori dalla pedana, ma con lo sguardo determinato e il carattere grintoso in gara. Ha iniziato il suo percorso a tre anni e mezzo alla Tritium, continuato due anni dopo all’Artistica Treviolo allenata dall’ex olimpica Irene Castelli e poi proseguito alla Brixia Brescia, dove è attualmente tesserata, diventando allieva di Enrico Casella, direttore tecnico della nazionale italiana di ginnastica artistica femminile. A Brescia si allena (due volte al giorno sei giorni alla settimana) e studia (è iscritta al Liceo delle Scienze Umane). La giovane campionessa classe 2003, una ragazza dal sorriso contagioso, molto legata alla famiglia e con una grande passione per il proprio sport, ieri ha fatto visita al nostro giornale, accolta dal direttore e dai giornalisti che si sono congratulati per i risultati. Abbiamo colto l’occasione per intervistarla.

Ha raggiunto risultati molto importanti. Se è resa conto di quello che ha ottenuto?

«Sì ed è stata un’emozione grandissima. Ho dovuto lavorare sodo e fare tanti sacrifici, ma sono contenta dei risultati. È stato emozionante soprattutto partecipare alle Olimpiadi giovanili: sono stata molto felice di essere stata scelta. Casella mi ha detto che sarei partita e di dare il massimo, perché se avessi affrontato la gara come mia abitudine, avrei potuto puntare all’oro. E così è stato».

È cambiato qualcosa dopo le vittorie in Argentina?

«Sono rimasta la stessa, con i piedi per terra, non mi vanto. Le mie compagne e i miei allenatori sono stati contenti per me, mi hanno fatto i complimenti e anche una festa a sorpresa. Quando sono in giro, magari ai centri commerciali con le miei amiche, capita che mi fermino e mi chiedano la foto e sono sempre disponibile».

Sui social ci sono tante pagine dedicate a lei. Com’è il rapporto con i fan?

«È bello avere fan che ti seguono e li ringrazio. Mi mandano tanti messaggi e cerco di rispondere a tutti».

Tornando alle Olimpiadi. Prima di partire avrebbe immaginato di raggiungere questi risultati?

«Sono partita convinta di dare il massimo. Ovviamente l’obiettivo era vincere e sapevo che me la sarei potuta giocare, ma ero consapevole della forza delle altre ginnaste. Ho dato il massimo sin dal primo attrezzo ed è andato tutto bene e sono felicissima. Poi, tornata casa, ho guardato in tv le prove nei miei attrezzi preferiti, ossia corpo libero e parallele, e sono rimasta stupita e contenta perché ho fatto degli esercizi bellissimi e non me l’aspettavo».

Tra Assoluti, Europei e Olimpiadi, quale gara considera la migliore e quale ha lasciato un dispiacere?

«Gli Europei sono andati meglio di tutti perché abbiamo raggiunto l’obiettivo di vincere con la squadra e poi perché nell’individuale ho vinto l’all around ed inaspettatamente nella trave. Mi è rimasto il dispiacere nella finale alla trave alle Olimpiadi perché sono arrivata quarta per pochissimo. Da sempre la trave non è il mio attrezzo preferito e tornata da Buenos Aires ci sto lavorando ancora di più. Ho aggiunto anche un elemento nuovo, il raccolto avvitato».

In Argentina è stata anche la beniamina del pubblico.

«C’è stato tanto tifo ed è stato bello sentire tutto quell’affetto. Da Buenos Aires, oltre alle medaglie, mi sono portata a casa questo ricordo e le amicizie con gli atleti di altre nazioni, la visita alla città, la foto scattata con gli altri ginnasti azzurri e i nostri allenatori sui 5 cerchi ed anche aver fatto la portabandiera nella cerimonia di chiusura. Ero felicissima ed anche molto emozionata, perché non è da tutti».

Ringraziamenti?

«Sicuramente alla mia famiglia per tutto e poi agli allenatori che mi hanno aiutato a raggiungere questi obiettivi».

Le prossime gare saranno nel 2019, anno del passaggio nella categoria senior: la serie A a squadre, gli Europei individuali in Polonia e poi i Mondiali a Stoccarda che qualificheranno per le Olimpiadi di Tokyo. Quali sono i suoi obiettivi?

«Qualificarsi per Tokyo con la squadra. Non sarà facile, ma stiamo lavorando per aumentare il valore degli esercizi e alzare il punteggio finale. Le Olimpiadi rimangono un pensiero lontano, adesso pensiamo più concretamente ai Mondiali dove spero di ottenere qualcosa nell’individuale: ci proverò. Diventare senior vuol dire gareggiare con ginnaste famose come Simone Biles, però non cambia dal lato degli esercizi. Biles la temo perché è proprio forte, ma allo stesso tempo la stimo perché è bravissima. L’ho incontrata una volta a Jesolo, nel 2015: lei aveva gareggiato per la sua categoria e io nelle piccole e abbiamo fatto una foto che conservo a casa. Però, il mio modello, da sempre, è Vanessa Ferrari».

Ha iniziato a fare ginnastica artistica da piccola e sta continuando in questo percorso. Si confronta mai con le sue coetanee che non fanno questa vita?

«La ginnastica è stato amore a prima vista, ma è iniziato come un gioco, poi andando avanti è diventato faticoso sia fisicamente sia mentalmente perché richiede di rimanere concentrati anche per tante ore altrimenti rischi di farti male. La ginnastica ti aiuta anche a crescere perché sei via da casa da lunedì a sabato mattina, senza genitori e devi fare tutto da sola. Però non ha aspetti negativi: è uno sport bellissimo e lo consiglio a tutti. Sono contentissima di questa vita e di percorrere questa strada. Una vita impegnativa, difficile, ma è anche emozionante e i sacrifici che fai vengono ripagati».

In questo percorso ha incontrato anche l’ex olimpica Irene Castelli, che allena all’Artistica Treviolo.

«Già da piccola con lei lavoravo tanto e mi spronava sempre a dare il massimo. Grazie a lei ho iniziato ad andare a Brescia e mi ha aiutato ad arrivare in alto, quindi la ringrazio».

Oltre la ginnastica?

«Ascolto musica, faccio shopping, e infatti mio papà non è contento (sorride, ndr), e poi mi piace cucinare. Merito di nonna Iolanda che mi ha insegnato: quando vado a casa e ho tempo preparo il risotto rosso, con il pomodoro».

Sogno nel cassetto?

«Le Olimpiadi di Tokyo 2020, con la speranza di riuscire ad ottenere una buona posizione con la squadra e di poter raggiungere la finale alle parallele».


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