Mercoledì 20 Ottobre 2004

Grandi nomi dello sport in città per dire «no al doping»

Il doping è un veleno che sta minando la salute dello sport in Italia e nel mondo. È questo il messaggio di una campagna di prevenzione che ha in Bergamo il centro pilota nazionale e che lunedì prossimo vivrà nella nostra città il suo momento culminante, con un convegno che si terrà in mattinata al Centro Congressi e al quale presenzierà lo stesso presidente nazionale del Coni, Gianni Petrucci. Ne sono promotori la commissione nazionale antidoping e il comitato provinciale.

Al convegno, oltre alle autorità locali e al presidente Petrucci, ci saranno i giornalisti Xavier Jacobelli (nella veste di moderatore), Mario Sconcerti, Claudio Gregori, Gianni Bondini, Daniele Poto, Sergio Rizzo; i medici Alfredo Calligaris, Silvio Garattini e Bruno Sgherzi; grandi atleti di ieri e di oggi a cominciare da Felice Gimondi e dalla tricolore di volley Paola Paggi, capitana della Foppapedretti. Quasi certa la presenza di Giacinto Facchetti, grande capitano dell’Inter e della Nazionale degli anni Sessanta e oggi presidente della stessa Inter. Un volto familiare condurrà la mattinata: quello del giornalista televisivo Bruno Pizzul.

Tornando al tema del convegno, i dati di fonte Coni certificano di 8.329 controlli dosposti in Italia dalla Federazione dei medici sportivi su commissione delle varie Federazioni, 1.478 dei quali affidati alla commissione antidoping per l’esecuzione di test a sorpresa e fuori competizione. Di questi 1.478 controlli commissionati, fino al 30 settembre ne sono stai effettuati 884 - dei quali al momento sono stati finora analizzati 750 campioni - che hanno evidenziato otto casi di positività. Le operazioni, tutte a sorpresa, hanno interessato 122 eventi sportivi: 7 in convocazione, 22 in allenamento, 28 in gara, 55 in raduno collegiale. I numeri sembrerebbero avvalorare una tendenza al regresso del fenomeno, che non deve tuttavia ingenerare troppe illusioni: la recente Olimpiade di Atene ha confernato che, a livello planetario, il fenomeno rimane preoccupante, senza distinzione di Paesi e di discipline sportive.

(20/10/2004)

fa.tinaglia

© riproduzione riservata

Tags