Mancini: «Orgoglioso di essere il ct Mario Balotelli? Lo chiamerò»

Mancini: «Orgoglioso di essere il ct
Mario Balotelli? Lo chiamerò»

«Sono emozionato perché diventare ct della Nazionale non è così banale e non capita sempre». Lo ha dichiarato il neo ct azzurro Roberto Mancini, nel corso della presentazione ufficiale a Coverciano.

«Ringrazio tutti, mi hanno fatto sentire quello che volevo e cioè che mi volessero al 100% e per me è stato abbastanza semplice scegliere. Sono orgoglioso di guidare la Nazionale e per uno come me che ha messo piede a Coverciano la prima volta nel 1978 con l’Under 14, arrivare a diventare allenatore della Nazionale penso sia la cosa più bella.

Sono contento per i miei genitori, penso possano essere orgogliosi, ringrazio tutti i miei allenatori avuti da calciatore e tutti quelli che mi hanno aiutato nella mia crescita».

“Diventare ct è motivo d’orgoglio e la massima aspirazione per ogni allenatore - ha aggiunto l’ex allenatore di Inter, Lazio e Zenit - Poi ci sono momenti in una carriera in cui si prendono delle decisioni: sono tanti anni che alleno, questo era il momento giusto, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per fare qualcosa per la Nazionale». «Giocatori in Italia ce ne sono tanti, anche in momenti che pensiamo difficili, e con qualità - spiega il ’Manciò - Balotelli? E’ un giocatore italiano, ci parleremo e probabilmente lo chiameremo, vorremmo rivederlo come agli Europei con Prandelli. Pirlo? Parleremo con lui, vedremo cosa vorrà fare.

“Con Buffon parleremo, per la gara di Torino e vedremo. Fino ad oggi c’è stato poco tempo. De Rossi? I giocatori che alla Nazionale hanno dato tanto, meritano che ci parli personalmente.

Quando inizieremo a giocare avremo subito gare importanti e quindi i giocatori che sono in condizioni se sono i migliori saranno chiamati. In Nazionale ci sarà spazio per tutti quelli che faranno bene, dovremmo anche pensare di costruire una Nazionale per i prossimi anni, quindi l’età conterà. Criscito? L’ho allenato fino a pochi giorni fa, sta bene al 100%, vedremo. Cercheremo di giocare un ottimo calcio con grandi giocatori tecnici». «Il mio rapporto con la Nazionale è durato tantissimo anche se non è stato fortunato. Credo di essere l’unico ad aver avuto Bearzot, Vicini e Sacchi. Purtroppo non siamo riusciti a vincere. Vorrei essere un ct intanto per bene e che riesca a riportare l’Italia dove merita, sul tetto del mondo e sul tetto d’Europa. Non vinciamo l’Europeo da tantissimi anni, sarà il primo appuntamento, vorrei essere quello che riuscirà a ricostruire e portare la Nazionale ad alti livelli. Non sarà semplice, c’è da lavorare molto ma penso possiamo farcela - ha proseguito Mancini - La Nazionale è importante, la mancata qualificazione al Mondiale è un lutto enorme per tutti noi: sono cose che possono capitare ed è ingiusto dare la colpa all’allenatore». Sul rapporto con le società: «Bisogna rispettare i club ed i giocatori, che disputano tante partite. Dovremo cercare di avere una rosa ampia, che ci consenta di far riposare ogni tanto qualcuno. E’ poi normale che i club aiutino la Nazionale». «La sfida non è semplice, ma sarebbe un’enorme soddisfazione poter vincere una manifestazione come un Mondiale o un Europeo - ha ammesso Mancini - E’ difficile che un ct metta d’accordo tutti, in Italia ci sono tanti tifosi ed ognuno la vede a modo proprio. Spero di essere un ct che riporti l’Italia ad una vittoria importante, ed è questo che unirà». Sul modulo da adottare: «E’ difficile dire come giocheremo, voglio vedere alcuni giocatori che non conosco bene ma mi adatterò alle loro esigenze e qualità, per decidere cosa sarà meglio per la squadra. Non chiedo stage, se avremo la possibilità ne faremo per conoscere qualche giovane. Il ct ha l’obbligo di stare vicino alle squadre minori, under 21 e 19, ma ognuna avrà il suo allenatore e non disturberò il lavoro dei colleghi che stanno facendo benissimo».

“Dovremo essere noi ad avvicinare i tifosi alla Nazionale, che quando gioca e diverte li ha tutti vicini - ha concluso Mancini - Sarà importante che i giocatori che arrivano in Nazionale tirino fuori i loro sogni». A svelare qualche dettaglio dell’accordo con il neo ct è stato il dg della Federcalcio, Michele Uva: «Il contratto fatto con Roberto Mancini riassume le volontà delle parti. Prevede un programma di medio-lungo termine con delle tutele necessarie, un percorso condiviso con l’utilizzo anche dei nostri sponsor dei diritti d’immagine. E’ un contratto che prevede premialità importanti anche in base ai successi ed al percorso che la Nazionale farà nel corso delle stagioni. E’ corretto dire che il contratto si prolungherà se si arriverà alla qualificazione agli Europei». «Abbiamo avuto questo impegno così importante di cercare la guida della Nazionale italiana e i criteri scelti si sommano in Mancini al vertice della Nazionale - le parole del commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini - Chiedevamo in primis una voglia smisurata di sedere sulla panchina azzurra, una spinta interiore, una persona di grande competenza tecnica, e questa è la soluzione migliore tra le migliori, e un attenzione all’impegno finanziario della federazione. E’ un impegno che Mancini svolgerà bene: oltre ad essere un grande calciatore è stato seduto su panchine importanti, vincendo trofei ovunque sia andato».

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